L’euro digitale compie progressi significativi, superando anche i più forti ostacoli politici. L’infrastruttura monetaria europea ha ottenuto il via libera dal Parlamento europeo, un passaggio cruciale per l’approvazione del progetto. Fernando Navarrete, eurodeputato del partito popolare e relatore del dossier, ha dichiarato al Financial Times che “l’euro digitale diventerà uno strumento utile per i cittadini e per l’economia europea solo se sviluppato in stretta collaborazione con il settore privato”. Questo annuncio segue un incontro informale, noto come “shadow meeting”, durante il quale si sono accesi toni di confronto. Il compromesso raggiunto su questioni normative chiave apre la strada al debutto dell’euro digitale nel 2029, un obiettivo fondamentale per l’Unione Europea, volto a garantire la sovranità finanziaria e a ridurre la dipendenza dai circuiti di pagamento esteri.

L’accordo politico è emerso da un summit ristretto tra i relatori ombra delle principali forze parlamentari, che ha avuto lo scopo di definire le fondamenta della futura moneta digitale. L’asse di negoziazione è stato formato da socialisti, verdi, liberali e sinistra, uniti nel tentativo di superare le resistenze dei gruppi conservatori. Le tensioni sono aumentate alla vigilia dell’incontro, quando Navarrete ha presentato una rigida bozza con sedici quesiti a risposta secca, mirata a rallentare l’avanzamento del dossier. In risposta, il blocco progressista ha richiesto un’audizione riservata con i vertici della Banca Centrale Europea e della Commissione.

Lo scopo principale di questo incontro era fornire alle istituzioni l’opportunità di esporre le ragioni per l’approvazione dell’intero pacchetto. Tuttavia, l’Autorità europea per l’antiriciclaggio non era presente a causa di impegni preesistenti. Il clima si è intensificato quando si è discusso della possibilità di esautorare Navarrete dalla sua posizione, a seguito dei blocchi che hanno caratterizzato i mesi precedenti. Tuttavia, sostituirlo si è rivelato impraticabile a causa delle limitazioni temporali, complicando ulteriormente le dinamiche necessarie per mantenere la tabella di marcia in vista del voto. La pressione esercitata ha portato la maggioranza a rifiutare una visione riduttiva del progetto. Navarrete ha quindi elaborato un testo nuovo che elimina ogni subordinazione del progetto pubblico rispetto ai fallimenti delle iniziative delle banche private.

Il fulcro delle discussioni si è concentrato sulla natura dell’infrastruttura finanziaria e sul suo ambito di applicazione. Navarrete ha sostenuto a lungo una posizione di rigetto dell’equiparazione tra le transazioni online e i pagamenti offline. La sua visione prevedeva un utilizzo dell’euro limitato a contesti senza connessione, per non ostacolare l’emergere di sistemi interbancari privati, come la piattaforma Wero, promossa da BNP Paribas e Deutsche Bank. Secondo Navarrete, l’idea di istituire un conto dedicato alla valuta pubblica e l’abilitazione dei pagamenti di prossimità avrebbero ostacolato la crescita del settore creditizio.

L’accordo raggiunto ha rimosso le preoccupazioni e ha sbloccato i primi tredici articoli del regolamento comunitario, che costituiscono la base giuridica per la nuova moneta della banca centrale. Questi articoli delineano obiettivi, modalità di accesso e regole di funzionamento dell’euro digitale, confermando la sua unicità e aderendo alle richieste della Commissione e della BCE. Fonti contattate da La Stampa riferiscono che Navarrete ha riconosciuto l’importanza di una cooperazione tra le parti, sottolineando che la nuova valuta deve generare valore senza annullare le soluzioni già presenti nel mercato. Questo superamento di ostacoli è cruciale per emancipare i mercati europei dai grandi fornitori di pagamenti americani come Apple Pay, Mastercard e Visa.

Il superamento della paralisi in commissione prepara il terreno per un voto in sessione plenaria previsto prima della pausa estiva, un passaggio necessario per avviare i negoziati con gli Stati membri e trasformare l’iniziativa in legge formale. Sebbene i conservatori e le forze di estrema destra continuino a opporsi al progetto, l’accordo tra le forze di maggioranza garantisce il sostegno necessario per approvare il provvedimento. Le istituzioni europee stanno accelerando i tempi per rispettare le scadenze stabilite dai leader dell’Unione, che hanno richiesto un accordo legislativo definitivo entro la fine dell’anno.

Infine, l’Eurocamera dovrà definire la propria posizione negoziale entro maggio, allineandosi con il Consiglio dell’Unione Europea, che ha già approvato una linea di azione. Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE e responsabile del dossier, ha recentemente sottolineato in un’audizione parlamentare l’importanza del cittadino nel nuovo contesto. “Oggi le persone non hanno la libertà di utilizzare il proprio denaro per circa un terzo delle transazioni; l’euro digitale restituirà questa libertà”, ha affermato Cipollone. Con l’ostruzionismo superato, l’avanzamento del progetto sembra ora più promettente.

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