La Lombardia si conferma come il principale motore economico d’Italia, riaffermando il proprio ruolo di locomotiva del Paese. Secondo il rapporto annuale della Banca d’Italia, intitolato “L’Economia della Lombardia”, presentato oggi a Milano, nel 2025 la crescita economica della regione ha raggiunto lo 0,7%, un valore leggermente superiore alla media nazionale. Questo sviluppo è stato accompagnato da un miglioramento nel mercato del lavoro: l’occupazione è aumentata dello 0,6% e il tasso di disoccupazione è sceso al 3%, uno dei più bassi a livello nazionale. Anche il reddito disponibile delle famiglie ha mostrato un incremento, con un aumento reale dello 0,9%, e i consumi sono cresciuti dell’1%.

Il rapporto evidenzia un moderato aumento dei prezzi al consumo, fissato all’1,3%, e un ritorno alla crescita della produzione manifatturiera. Le esportazioni continuano a espandersi, sostenute in particolare dai mercati dell’Unione Europea, mentre quelle dirette verso gli Stati Uniti hanno registrato un lieve incremento, grazie a un significativo aumento delle vendite nei primi mesi del 2025.

Per quanto riguarda gli investimenti, le aziende lombarde hanno mantenuto una dinamica positiva, sebbene contenuta. I prestiti bancari destinati alle imprese sono aumentati del 2,1%, principalmente a favore delle aziende più solide e di maggiori dimensioni, mentre quelli per le famiglie sono cresciuti del 3,9%. In particolare, i mutui per l’acquisto di abitazioni hanno visto un’accelerazione del 3,8%, sostenuti dall’aumento delle compravendite immobiliari, e il credito al consumo ha registrato un incremento del 6,1%.

Giorgio Gobbi, direttore della sede milanese della Banca d’Italia, ha affermato che “nel 2025 l’economia lombarda, così come quella italiana, ha continuato a crescere nonostante le difficoltà legate ai dazi e ai conflitti bellici in corso”. Tuttavia, ha avvertito che “le prospettive per il 2026 e gli anni successivi dipendono in modo significativo dall’evoluzione dei conflitti armati”.

Nei primi mesi del 2026, l’attività economica regionale è rimasta sostanzialmente stabile. La produzione industriale ha continuato a crescere e il settore dei servizi ha beneficiato dei flussi turistici legati alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Tuttavia, la Banca d’Italia segnala che le tensioni nei conflitti attuali e le difficoltà nella navigazione nello stretto di Hormuz stanno contribuendo all’aumento dei costi energetici e a un deterioramento del clima di fiducia tra le famiglie. Le imprese prevedono un rallentamento della domanda e una riduzione degli investimenti per il 2026.

“I dati di Bankitalia confermano ciò che abbiamo sempre sostenuto: la Lombardia è la locomotiva d’Italia”, ha commentato Massimo Garavaglia, senatore della Lega e presidente della Commissione Finanze del Senato, intervistato dall’Adnkronos. “Stiamo parlando di una realtà che produce oltre un quinto del Pil nazionale e che deve essere messa nelle condizioni di fare sempre di più, promuovendo politiche liberali che forniscano alle realtà produttive gli strumenti adeguati”.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, il quale ha dichiarato all’Adnkronos: “La Lombardia non ha mai smesso di essere la locomotiva; forse in alcuni momenti critici ha rallentato, ma insieme al Veneto è sempre stata in prima linea”.

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