Il ministero dell’Economia e delle Finanze si riappropria del dibattito riguardante il Monte dei Paschi di Siena. Secondo informazioni diffuse dal Giornale e confermate da diverse fonti nel settore finanziario all’Adnkronos, il Tesoro sarebbe intenzionato a realizzare un collocamento accelerato (Accelerated Bookbuilding, Abb) della sua partecipazione residua del 4,863% in Mps, approfittando della prima opportunità di mercato, che potrebbe presentarsi già martedì, subito dopo la chiusura delle contrattazioni. Tuttavia, il ministero ha prontamente smentito tali affermazioni. Fonti interne al Mef, interpellate dall’Adnkronos, hanno dichiarato: "Questa è una ricostruzione che non corrisponde alla verità".

La questione continua a suscitare discussioni. Altre fonti appartenenti alla maggioranza, sempre citate dall’Adnkronos, hanno affermato che "non ci sono novità e che si tratta di una prassi standard", suggerendo che il ricorso a un collocamento accelerato rimane una delle soluzioni tecniche preferite dal Tesoro.

In effetti, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva già menzionato questa opzione come una delle più idonee durante la sua audizione di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario. L’Accelerated Bookbuilding, infatti, permette di vendere rapidamente un pacchetto azionario a investitori istituzionali, raccogliendo gli ordini in poche ore e minimizzando l’esposizione alla volatilità dei mercati.

Alcune fonti suggeriscono che l’adozione di questa modalità potrebbe anche servire a mantenere una posizione di apparente neutralità per il Tesoro in una situazione complessa come quella del sistema bancario. Tuttavia, ci sono anche dubbi. Alcuni osservatori, interpellati dall’Adnkronos, avvertono che un’operazione di questo tipo potrebbe influenzare gli equilibri dell’Opas attualmente in corso e sollevare interrogativi sul ruolo del Mef.

Un precedente significativo risale a novembre 2024, quando il ministero vendette in pochi minuti il 15% del capitale di Mps tramite la stessa procedura di collocamento accelerato. In quell’occasione, le azioni furono acquistate da Delfin, dal Gruppo Caltagirone, da Banco Bpm e da Anima. Tale operazione è stata successivamente oggetto di un’indagine da parte della magistratura milanese. Sulla base di questo precedente, alcune fonti avvertono che un nuovo ricorso a questa strategia potrebbe esporre il Tesoro a critiche da parte di chi sostiene che il ministero rischi di apparire non solo come arbitro della situazione, ma anche come uno dei suoi attori principali. Altre fonti interpellate dall’Adnkronos notano che la smentita ufficiale del Mef è giunta proprio mentre le voci riguardanti un possibile collocamento iniziavano a circolare con maggiore insistenza nei circoli finanziari.

Secondo quanto riferito da fonti finanziarie all’Adnkronos, si tratta di un’operazione con un limite temporale: il Mef avrebbe tempo fino all’8 luglio per attuare la procedura accelerata di raccolta ordini, nota come Abb. Dopo tale data, spiegano le fonti, si aprirebbe un periodo di blackout fino a fine agosto, e quindi se ne riparlerà a settembre. Sempre secondo le fonti, la smentita del Mef riguardo alle indiscrezioni de Il Giornale non sarebbe stata casuale: l’operazione dovrebbe avvenire a mercato ignaro.

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