Settimana analizzata: 29 giugno – 3 luglio 2026
Wall Street ha chiuso la settimana giovedì 2 luglio, per la festività americana dell’Independence Day.

La settimana 27/2026 ha confermato il messaggio già emerso a fine giugno: i mercati non sono deboli, ma stanno cambiando leadership. Il Dow Jones ha segnato un nuovo record, l’S&P 500 ha tenuto, il Nasdaq ha recuperato su base settimanale ma resta frenato dalla correzione dei semiconduttori. In Europa il tono è stato positivo, con lo STOXX 600 vicino ai massimi, mentre Piazza Affari resta sostenuta dal buon momento di banche e industriali.

Il tema dominante è stato ancora una volta la rotazione: meno entusiasmo indiscriminato su AI e chip, più attenzione a titoli ciclici, difensivi, healthcare, finanziari e società rimaste indietro.

I numeri della settimana

Asset / indice Settimana Ultimo dato indicativo Lettura
S&P 500 +1,8% 7.483,24 Tiene nonostante chip deboli
Nasdaq Composite +2,1% 25.832,67 Recupera nella settimana, ma resta sotto pressione AI
Dow Jones +2,0% 52.900,07 Nuovo record storico
Russell 2000 leggermente negativo 2.996,11 Small cap meno brillanti dopo il forte semestre
STOXX Europe 600 positivo vicino ai massimi Miglior settimana da metà maggio
FTSE MIB positivo / area 52.000 punti da aggiornare con chiusura definitiva Italia ancora forte, banche centrali
Bitcoin recupero verso 61.500 dollari circa 61.555 dollari giovedì Rimbalzo dopo minimi recenti
Oro +0,8% circa 4.112,70 dollari Beneficia di lavoro USA più debole
Petrolio WTI sotto 70 dollari area 69–70 dollari Resta il tema Hormuz/offerta

Secondo AP, nella settimana abbreviata il Nasdaq ha guadagnato il 2,1%, l’S&P 500 l’1,8% e il Dow Jones il 2%, mentre il Russell 2000 è rimasto più debole. AP

I principali movimenti degli indici

A Wall Street il dato più visibile è stato il nuovo massimo del Dow Jones, arrivato a 52.900 punti. È un segnale interessante perché indica che il mercato non è più guidato soltanto dalla tecnologia. Apple, Nike e Visa sono stati tra i migliori titoli del Dow, mentre diverse società industriali e difensive hanno continuato a beneficiare della rotazione.

L’S&P 500 è rimasto sostanzialmente stabile nell’ultima seduta americana, ma la maggioranza dei titoli dell’indice ha chiuso in rialzo. Questo conferma che sotto la superficie degli indici c’è più forza di quanto dica il solo andamento delle mega-cap.

Il Nasdaq ha chiuso la settimana in rialzo, ma con una fragilità evidente: i semiconduttori continuano a pesare. Il mercato non ha abbandonato l’AI, ma ha iniziato a distinguere di più tra aziende che stanno monetizzando il ciclo e titoli che avevano corso troppo.

In Europa, lo STOXX 600 si è avvicinato ai massimi e ha puntato alla miglior settimana da metà maggio, sostenuto dai ciclici e dal miglioramento del quadro energetico. Economic Times

Piazza Affari resta ben impostata: il FTSE MIB continua a muoversi in area 52.000 punti, dopo un giugno molto forte. Il quadro italiano resta sostenuto soprattutto da banche, assicurazioni, industriali e dividendi.

I settori migliori e peggiori

Tra i settori migliori della settimana si sono visti biotech, healthcare, software selezionato, finanziari e alcuni titoli ciclici. Secondo Investor’s Business Daily, tra i migliori titoli dell’S&P 500 ci sono stati Moderna, Palantir, Palo Alto Networks e Axon, con rialzi settimanali molto consistenti. Investor’s Business Daily

Il settore più debole è stato invece quello dei semiconduttori. I chip hanno occupato gran parte della lista dei peggiori titoli sia nel Nasdaq sia nell’S&P 500. Questo è un passaggio importante: il comparto che ha guidato il primo semestre sta ora vivendo una fase di presa di profitto.

La rotazione non significa che l’AI sia finita. Significa che il mercato sta iniziando a chiedere più disciplina su valutazioni, margini e ritorno degli investimenti. Dopo mesi in cui bastava essere collegati all’AI per salire, ora gli investitori guardano con più attenzione a chi guadagna davvero dalla spesa in infrastrutture digitali.

Le notizie macro più importanti

La notizia macro centrale della settimana è stata il rapporto sul lavoro USA di giugno. L’economia americana ha creato solo 57.000 nuovi posti di lavoro, molto meno delle attese, mentre i dati di aprile e maggio sono stati rivisti al ribasso per complessivi 74.000 posti. Il tasso di disoccupazione è però sceso al 4,2%. MarketWatch

Il dato è ambiguo ma importante. Da un lato indica un rallentamento del mercato del lavoro; dall’altro non mostra ancora un aumento preoccupante della disoccupazione. Per la Fed questo complica la lettura: l’inflazione resta alta, ma il lavoro inizia a raffreddarsi.

In Europa, il dato più rilevante è stato il rallentamento dell’inflazione dell’eurozona al 2,8% a giugno, secondo la stima preliminare Eurostat. È un segnale positivo dopo il 3,2% di maggio, ma non sufficiente per eliminare i rischi legati a energia e prezzi core. El País

Sul fronte materie prime, il petrolio resta sotto osservazione. I prezzi sono rimasti vicini o sotto i 70 dollari per il WTI, nonostante le tensioni geopolitiche non siano completamente risolte. Il mercato sembra prezzare una maggiore disponibilità di offerta dopo la riapertura parziale dei flussi nello Stretto di Hormuz.

Le aziende e i titoli più citati

I nomi più citati della settimana sono stati ancora una volta quelli legati all’AI e alla rotazione interna del mercato.

Tra i vincenti: Apple, Nike, Visa, Moderna, Palantir, Palo Alto Networks, Axon. Sono titoli molto diversi tra loro, e proprio questo è il punto: la leadership si è allargata oltre i soli chip.

Tra i più deboli: diversi semiconduttori, insieme a nomi come Lam Research, Micron, Nvidia e altri titoli legati alla filiera hardware AI. La pressione non nasce da un crollo della domanda, ma dal timore che il mercato abbia anticipato troppo la crescita futura.

Per il comparto cripto, Bitcoin ha mostrato un rimbalzo verso 61.555 dollari giovedì, dopo aver toccato livelli molto deboli nei giorni precedenti. Resta però in forte calo da inizio anno e lontano dai massimi dell’autunno 2025. MarketWatch

Il tema dominante della settimana

Il tema dominante può essere riassunto così:

il mercato resta positivo, ma la leadership si sta spostando.

Nel primo semestre del 2026, i semiconduttori e l’infrastruttura AI hanno trascinato gli indici. Ora però gli investitori sembrano più disposti a cercare valore altrove: Dow Jones, Europa, healthcare, biotech, software selezionato, finanziari e ciclici.

Questa non è necessariamente una cattiva notizia. Un mercato che dipende da pochissimi titoli è potente ma fragile. Un mercato in cui più settori partecipano al rialzo può essere più sano. Il punto da capire nelle prossime settimane sarà se questa rotazione resterà ordinata o se diventerà una correzione più ampia dei titoli momentum.

Cosa guardare nella settimana successiva

La prossima settimana, dal 6 al 10 luglio, sarà più leggera sul piano dei dati macro rispetto a quella appena conclusa, ma con un appuntamento molto importante: i verbali della riunione Fed di giugno, la prima sotto la guida di Kevin Warsh.

I mercati cercheranno di capire quanto la Fed sia davvero orientata a mantenere una linea dura contro l’inflazione e quanto il rallentamento del lavoro possa modificare il percorso dei tassi.

Da seguire anche il settore servizi USA, la bilancia commerciale, il credito al consumo e le richieste settimanali di sussidi. Kiplinger

Calendario macro della settimana successiva

Giorno Indicatore / evento Area Perché conta
Lunedì 6 luglio S&P Global Services PMI finale USA Stato del settore servizi
Lunedì 6 luglio ISM Services PMI USA Indicatore chiave su crescita e prezzi
Martedì 7 luglio Bilancia commerciale USA Impatto di import/export e dollaro
Mercoledì 8 luglio Scorte all’ingrosso USA Segnale su domanda e ciclo industriale
Mercoledì 8 luglio Verbali FOMC USA Evento più importante della settimana
Mercoledì 8 luglio Credito al consumo USA Stato della domanda delle famiglie
Giovedì 9 luglio Richieste sussidi disoccupazione USA Lettura ad alta frequenza sul lavoro
Giovedì 9 luglio Vendite case esistenti USA Salute del mercato immobiliare
Venerdì 10 luglio Nessun dato USA di primo piano USA Settimana macro più leggera

Conclusione

La settimana 27/2026 conferma che i mercati non stanno semplicemente salendo o scendendo: stanno cambiando composizione.

Il Dow Jones ai massimi, l’Europa forte, il recupero di Bitcoin e la tenuta dell’S&P 500 convivono con una correzione evidente dei semiconduttori. Il mercato non sta abbandonando il rischio, ma sta diventando più selettivo.

La prossima verifica arriverà dai verbali Fed. Se Warsh confermerà una linea dura sull’inflazione, il mercato dovrà continuare a bilanciare due forze opposte: da una parte il rallentamento del lavoro, dall’altra prezzi ancora troppo alti. In mezzo, la grande domanda del secondo semestre: la rotazione fuori dai titoli AI sarà salutare o diventerà il primo segnale di una correzione più profonda?