Il gas supera nuovamente i 46 euro. Le riserve dell’UE oltrepassano il 50% – Aggiornamenti.

Analisi del Mercato del Gas: Tensioni e Prospettive Futura

Il mercato del gas continua a essere caratterizzato da instabilità, influenzato dalle tensioni in Medio Oriente, in particolare nella strategica area dello Stretto di Hormuz. Nonostante le scorte europee abbiano superato, per la prima volta da gennaio, il 50% della capacità di stoccaggio, alimentando speranze di un possibile abbassamento dei prezzi, un recente attacco a una petroliera nella regione ha portato a un incremento del costo del gas, che ha superato i 46 euro al MWh.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha confermato che le turbolenze nei mercati, generate dal conflitto mediorientale, si faranno sentire almeno fino al 2027. L’attacco notturno a una nave nel tratto di Hormuz, provocato da un proiettile non identificato che ha innescato un incendio a bordo, ha immediatamente fatto salire le quotazioni del gas naturale. Oggi, i contratti futures per agosto hanno registrato un incremento del 5,22%, raggiungendo i 46,44 euro al MWh, un livello che non si vedeva dal 12 giugno scorso.

Per quanto riguarda le scorte, secondo i dati forniti da Gas Infrastructure Europe, il metano ha raggiunto il 50,36% della capacità di stoccaggio, corrispondente a 569,36 TWh, che rappresenta poco più del 16% del consumo medio annuo di 3.519 TWh. Tra i vari paesi europei, l’Italia si distingue con il 68,77% di stoccaggi, pari a 139,9 TWh, il che equivale a circa il 20% del consumo medio annuo di 677 TWh. La Germania, pur avendo la maggiore capacità di stoccaggio, è ferma al 42,88% con 105,82 TWh, che corrisponde all’11,7% del suo consumo medio annuo. La capacità massima di stoccaggio in Europa è di 1.130,51 TWh, mentre in Italia è di 203,42 TWh.

Il rapporto trimestrale dell’IEA mette in evidenza che gli effetti del conflitto in Medio Oriente stanno profondamente influenzando il mercato globale del gas naturale, portando a un’offerta limitata e a prezzi elevati, che a loro volta impattano sulla domanda nei mercati principali. Si prevede che nel 2026 il consumo mondiale di gas scenderà dello 0,5%, segnando il terzo calo in sette anni. Tuttavia, l’offerta di gas naturale liquefatto (GNL) da produttori di altre regioni contribuisce a mitigare le perdite provenienti dal Medio Oriente. L’IEA sottolinea che gli effetti sulla crescita delle forniture saranno principalmente concentrati nel 2026 e 2027, suggerendo che nei prossimi due anni i mercati potrebbero continuare a essere più tesi del previsto.

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