
La Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di mantenere i tassi d’interesse invariati al 2,25%, come anticipato. Tuttavia, ha avvertito che gli effetti dell’attuale crisi nello Stretto di Hormuz sull’inflazione “devono ancora manifestarsi appieno”, suggerendo che potrebbero esserci nuovi aumenti già a settembre. Durante la conferenza stampa, la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha rivelato che “alcuni governatori hanno sollevato interrogativi” riguardo alla necessità di un incremento immediato. Lo scorso mese, il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e il crollo dei prezzi del petrolio avevano riacceso il dibattito interno tra i membri del consiglio, tra coloro che spingono per una politica monetaria più restrittiva e quelli che prediligono un approccio più cauto, temendo di ripetere errori del passato, come quelli del 2008 e del 2011, in un contesto economico fragile.
LA CONFERENZA STAMPA:
In vista della prossima riunione autunnale, il personale della BCE presenterà al consiglio analisi riguardanti il mercato del petrolio e del gas, che costituiranno la base per le decisioni future. La linea guida dell’istituto è quella di prendere decisioni “basate sui dati”. Le previsioni diffuse a giugno indicano un’inflazione del 3% per quest’anno, con una diminuzione prevista al 2,3% nel 2024 e al 2% entro il 2028. Tuttavia, la crescita dell’inflazione ‘core’, che esclude alimentari ed energia, è attesa sopra il 2% nel 2028. Le ultime notizie dal Medio Oriente non sono positive: nuovi attacchi alle petroliere, negoziati stagnanti e il rischio di un’escalation del conflitto anche nel Mar Rosso hanno spinto il prezzo del Brent oltre i 100 dollari proprio durante la conferenza stampa.
Anche i rendimenti dei titoli di Stato hanno mostrato un incremento, con il BTP italiano che ha superato il 4% e il Bund tedesco che ha raggiunto il 3,19%. Come sottolineato più volte dalla BCE e dagli esperti, anche in caso di un ritorno immediato alla normalità, che attualmente non si intravede, ci vorrebbe del tempo per ripristinare le forniture di petrolio, gas e materie prime e per rilanciare gli scambi commerciali. “I rischi per l’inflazione” sono così orientati al rialzo, si legge nella nota che accompagna la decisione, e oltre all’aumento delle bollette, si aggiungono “eventi meteorologici estremi e la crisi climatica” che potrebbero far crescere i prezzi alimentari. Inoltre, la pressione inflattiva rischia di “gravare sui salari reali”.
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L’inflazione persistente si colloca in un contesto in cui le “prospettive di crescita a breve termine sono modeste”. In ambito economico, i segnali positivi si riscontrano principalmente nei servizi, sostenuti dalla crescita della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Le banche stanno inasprendo le condizioni di finanziamento per famiglie e imprese, sia a causa delle decisioni della BCE sia per l’incertezza legata al conflitto. Tuttavia, nel medio termine, i “fattori di crescita rimangono intatti”, osserva l’Eurotower. Infine, rimane aperta la questione del futuro di Lagarde alla guida della BCE. In un’intervista recente, la presidente ha accennato alla possibilità di un suo coinvolgimento nelle elezioni presidenziali francesi del 2027. Attualmente, i candidati delle ali estreme sembrano favoriti, con un programma anti-europeista. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Lagarde ha affermato: “Quando ci sono nuvole all’orizzonte, il capitano rimane a bordo” e ha aggiunto: “Non vi libererete di me prima del 2027”, pur non escludendo la possibilità di lasciare qualche mese prima della fine del mandato, in tempo per il voto di ottobre.
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