Cgia, autisti, tassisti e Ncc in difficoltà per il caro diesel – Aggiornamenti

Dopo la riduzione di 17 centesimi sul prezzo del diesel, deliberata dal Consiglio dei Ministri, la Cgia esprime ottimismo in vista del 4 agosto, data in cui il governo dovrebbe introdurre una misura più strutturale per affrontare l’aumento dei costi dei carburanti. Gli aumenti dei prezzi alla pompa, verificatisi nelle ultime settimane, colpiscono non solo le famiglie e i pendolari, ma anche i piccoli autotrasportatori. È importante sottolineare che il credito d’imposta di oltre 320 milioni di euro, introdotto dall’Esecutivo per ridurre la pressione fiscale sul diesel, beneficia solo circa il 22% dei mezzi pesanti. Secondo la Cgia, dall’inizio del conflitto nel Golfo Persico, il costo del diesel è aumentato del 20,9%, corrispondente a un incremento di 36 centesimi al litro. Di conseguenza, il rifornimento di un autocarro di peso inferiore a 7,5 tonnellate costa attualmente 1.040 euro, cioè 180 euro in più rispetto al 27 febbraio scorso, rappresentando un vero e proprio aggravio. Anche il prezzo della benzina ha registrato un incremento del 19,6%, pari a 33 centesimi in più dall’inizio delle ostilità tra Stati Uniti e Iran.

Tra gli artigiani, le conseguenze degli aumenti dei carburanti non ricadono solo sui piccoli imprenditori, ma anche sui tassisti e sugli operatori di noleggio con conducente, tutte categorie che rientrano nel gruppo dei “professionisti della strada”. Questi lavoratori costituiscono un vasto insieme di persone che percorrono centinaia di migliaia di chilometri ogni anno.

Inoltre, la Cgia ha incluso nel discorso anche gli agenti di commercio, un’altra categoria di liberi professionisti che trascorre gran parte della propria giornata in auto. Con l’inizio del conflitto in Medio Oriente, sono proprio questi lavoratori autonomi a subire maggiormente l’impatto degli aumenti dei prezzi alla pompa. Questo scenario mette in luce una realtà chiara: le misure adottate a livello nazionale, da sole, non sono sufficienti. È necessario un intervento a livello europeo che consenta ai singoli Stati di ridurre in modo stabile e duraturo le tasse sui prodotti energetici, senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici.

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