
Il governo messicano ha manifestato una forte preoccupazione in merito alla risoluzione preliminare emessa dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (DOC), che ha segnalato un presunto fenomeno di dumping nelle vendite di fragole all’estero. Secondo le autorità statunitensi, il prodotto sarebbe venduto a un prezzo inferiore al valore normale, con una variazione compresa tra il 3,37% e il 5,28%, a seconda dell’azienda coinvolta. Questa situazione è emersa alla fine del 2025, in seguito alle lamentele dei coltivatori della Florida.
Nonostante la Commissione per il Commercio Internazionale (ITC) avesse già escluso, nel marzo 2026, l’esistenza di un mercato isolato e di una categoria specifica per i frutti “invernali”, il DOC ha ribadito le proprie accuse. Tale provvedimento rischia di colpire quasi 5.000 agricoltori, per lo più di piccola scala, e di compromettere 151.000 posti di lavoro. Nel 2025, le esportazioni di fragole verso gli Stati Uniti hanno raggiunto le 263.000 tonnellate, equivalenti a circa 900 milioni di euro. La capitale messicana considera i criteri adottati dagli Stati Uniti incompatibili con le norme stabilite dall’Organizzazione Mondiale del Commercio e dal trattato USMCA, e attende il verdetto finale dell’ITC, previsto per l’inizio del 2027.












