Mps tra le prime dieci banche europee con un gruppo da 80 miliardi – Aggiornamenti

Un gruppo con una capitalizzazione di 80 miliardi di euro e oltre 11 milioni di clienti, si posiziona come il secondo polo nazionale per numero di filiali (2.915) e per impieghi (245 miliardi), mentre occupa il terzo posto in termini di asset finanziari totali, che ammontano a 810 miliardi. Inoltre, è inserito nella top ten delle banche europee per valore di Borsa. Il piano di Luigi Lovaglio per integrare Mps con Banco Bpm e Banca Generali si basa sulla sinergia tra reti complementari, con sovrapposizioni limitate di sportelli e quote di mercato superiori al 20% solo in Toscana e Lombardia. Questa integrazione mira a creare un’unica piattaforma industriale, con ricavi commissionali che potrebbero superare il 40%, grazie al contributo del wealth management e dell’advisory forniti dai 2.500 consulenti e private banker della controllata di Generali.

Il gruppo prevede di distribuire 30 miliardi di euro in dividendi nel periodo 2026-2030, di cui 19 miliardi provenienti esclusivamente da Mps, che si appresterebbe a staccare immediatamente un dividendo straordinario di 4 miliardi, in parte in azioni di Generali, di cui manterrà una partecipazione dell’8,8%. Mps non esclude la possibilità di stabilire partnership nella bancassicurazione, una volta conclusa la joint venture con Axa. In base ai dati pro-forma, nel 2025, Mps, Bpm e Banca Generali avrebbero generato 6 miliardi di utili e 15 miliardi di ricavi. Le sinergie previste ammontano a 2,6 miliardi, suddivise in 1,4 miliardi per Banco Bpm, 800 milioni per Mediobanca e 400 milioni per Banca Generali, a fronte di costi di integrazione una tantum pari a 2,5 miliardi.

Nonostante un pay-out del 100%, il Cet1 rimarrà sopra il 13% per l’intero periodo del piano, con la possibilità di risalire oltre il 15% entro il 2028, a condizione che venga concessa l’opzione del Danish Compromise. Lovaglio è fiducioso di poter realizzare non solo un gruppo di dimensioni maggiori, più efficiente e con una maggiore capacità di investimento, ma anche meno vulnerabile al ciclo dei tassi, grazie alla predominanza dei ricavi provenienti da wealth management, asset management e advisory, insieme a una gamma di prodotti in grado di coprire l’intero spettro dei servizi bancari. In caso di adesione totale alle due offerte, la composizione azionaria vedrebbe in prima posizione il Credit Agricole (10,9%), seguito da Delfin (8,8%), Caltagirone (6,8%), Generali (6,4%), Blackrock (4%), Barclays (2,5%) e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (2,4%).

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