G20 Finanze: ‘Esclusa la Cina per un Stretto di Hormuz libero e sicuro’ – Aggiornamenti

Analisi del G20 Finanze: Crescita e Tensioni Globali

I Paesi del G20 Finanze, ad eccezione della Cina, hanno raggiunto un accordo riguardante la navigazione nello Stretto di Hormuz, sottolineando l’importanza di una "navigazione libera, sicura e prevedibile". Nonostante le obiezioni di Pechino, si è evidenziato che le interruzioni nel commercio energetico rappresentano una preoccupazione significativa. La dichiarazione della presidenza del G20 ha affermato che la risoluzione dei conflitti e la stabilità della navigazione sono fondamentali per garantire una crescita sostenibile a livello globale. Tuttavia, il comunicato finale congiunto è stato annullato a causa dell’opposizione cinese, sostituito da una dichiarazione unilaterale degli Stati Uniti.

Scott Bessent, segretario al Tesoro americano, ha dichiarato durante la conferenza stampa finale che "i tempi in cui si accettava una crescita mediocre sono finiti". Ha sottolineato l’importanza di dialogare con la Russia, presente al vertice con il ministro delle Finanze Anton Siluanov. Bessent ha aggiunto che un dialogo costruttivo con Russia e Cina potrebbe facilitare l’applicazione delle misure statunitensi per limitare l’economia iraniana, suggerendo che una maggiore collaborazione da parte di questi Paesi sarebbe vantaggiosa per tutti.

Il vertice, tenutosi ad Asheville, North Carolina, ha messo in luce la necessità di una crescita economica più robusta, soprattutto in un contesto di crescente debito, invecchiamento della popolazione e shock globali, come quello energetico. Nonostante le differenze significative, i leader finanziari hanno trovato alcuni punti di contatto, mentre il dibattito su Cina, Iran e Russia si è complicato, con le diplomazie impegnate a cercare un comunicato finale.

L’agenda della presidenza americana si è concentrata sugli squilibri commerciali, citando esplicitamente la Cina. Tuttavia, è improbabile che Pechino accetti un testo finale che la condanni per il suo surplus commerciale di 1.200 miliardi di dollari. Analogamente, la Russia difficilmente accetterà un testo di condanna, nonostante le pressioni europee. Riguardo all’Iran, le sanzioni statunitensi e le pressioni per isolare Teheran sono complesse, dato che la Cina continua ad acquistare circa il 90% del petrolio iraniano a prezzi scontati.

Bessent ha posto l’accento sulla crescita economica, affermando che l’allontanamento dagli obiettivi originari ha distorto la missione del gruppo. L’agenda di quest’anno ha trascurato questioni cruciali come il cambiamento climatico e la disuguaglianza, suscitando malcontento tra le delegazioni europee. Gli Stati Uniti hanno preferito focalizzarsi su deregolamentazione, investimenti privati e debito sovrano, evidenziando che ciò che funziona per un’economia potrebbe non essere applicabile a un’altra. Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve, ha ribadito questo concetto, parlando di un "enorme cambiamento nell’economia globale", vissuto in modi diversi dai vari Paesi.

Nonostante questo, il cambiamento climatico rimane una priorità, come sottolineato dal commissario europeo Valdis Dombrovskis, che ha espresso il suo disappunto per la partecipazione del ministro russo Siluanov, comunicata agli europei solo all’ultimo momento.

In sintesi, il G20 Finanze si è rivelato "complicato e in un momento particolare", come descritto dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha anche intrattenuto colloqui bilaterali con i suoi omologhi di Qatar e Corea del Sud. Nel frattempo, la Cina ha consolidato la sua posizione di potenza al vertice della Sco (Shanghai Cooperation Organization), con il presidente Xi Jinping che ha incontrato leader come Vladimir Putin e l’iraniano Pezeshkian, evidenziando la crescente influenza di Pechino in un contesto di pressioni statunitensi.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte originale