Trump esplora il diesel “senza tasse”. La strada americana che potrebbe salvare l’Europa.

Analisi del Mercato del Diesel negli Stati Uniti: Opzioni e Impatti

L’amministrazione statunitense sta considerando l’idea di aprire l’uso del "diesel rosso" detassato, attualmente riservato a settori come l’agricoltura, a tutti gli americani. Questa misura potrebbe rappresentare una soluzione meno drastica per ridurre i costi del diesel negli Stati Uniti, evitando al contempo di far lievitare ulteriormente i prezzi in Europa. Tale opzione è attualmente sotto esame da parte della Casa Bianca come alternativa al tanto discusso divieto legale alle esportazioni di diesel, suggerito recentemente dall’ex presidente Donald Trump. Tuttavia, potrebbe emergere un accordo informale, noto come "lodo Wright", che prevede un taglio volontario delle esportazioni da parte delle raffinerie.

Le discussioni interne all’amministrazione Trump sono in corso, ma il mercato ha già iniziato a reagire. Trump ha confermato in un’intervista che l’amministrazione sta esplorando seriamente un divieto alle esportazioni di diesel per affrontare l’innalzamento dei prezzi. Ha anche segnalato che ci sono divergenze all’interno del suo team, con alcuni membri favorevoli a esplorare altre opzioni. Ha avvertito che una tale misura potrebbe comportare un incremento dei prezzi della benzina. Questa situazione ha portato gli operatori di mercato a estendere lo sconto dei futures sul greggio americano (West Texas Intermediate, WTI) rispetto al benchmark globale (Brent) a oltre 13 dollari al barile, suggerendo una possibile riduzione della lavorazione del greggio da parte delle raffinerie statunitensi se il diesel fosse limitato al mercato domestico. Sebbene questa opzione possa portare a un immediato sollievo dei prezzi del diesel, che la scorsa settimana hanno raggiunto un record di 6,52 dollari al gallone, il grande sconto sui futures potrebbe indicare aumenti futuri dei prezzi della benzina e del diesel.

Secondo le previsioni degli analisti, le raffinerie statunitensi potrebbero ridurre la lavorazione del greggio fino al 12% se le esportazioni di diesel venissero bloccate, e i principali hub di stoccaggio potrebbero raggiungere la massima capacità entro un mese a causa del diesel invenduto.

L’Impatto Globale

È importante considerare l’impatto di un eventuale divieto sulle esportazioni di diesel, che avrebbe conseguenze significative su mercati come quelli di Brasile, Europa e Gran Bretagna. Gli Stati Uniti sono il maggior esportatore mondiale di diesel, con esportazioni nette di circa 1,2 milioni di barili al giorno, a fronte di una produzione di 5,1 milioni di barili al giorno, secondo Morgan Stanley. Questi flussi hanno finora aiutato a colmare le lacune create dalle interruzioni nel Medio Oriente e a mitigare il deficit di forniture dalla Russia, che ha imposto nuovi limiti alle esportazioni a causa del conflitto in corso.

Un’alternativa al divieto legale è quella proposta dal segretario all’Energia, Wright, che ha contattato i principali attori del settore della raffinazione statunitense per esplorare l’idea di limitazioni volontarie alle esportazioni di diesel. Questa opzione potrebbe risultare più accettabile per le grandi aziende, che hanno beneficiato di margini elevati grazie all’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi.

Goldman Sachs ha stimato che un divieto di esportazione potrebbe ridurre il prezzo medio al dettaglio del gasolio negli Stati Uniti di circa 25 centesimi al gallone, corrispondente a una diminuzione di quasi il 4% rispetto all’attuale prezzo di 6,50 dollari al gallone. Tuttavia, un divieto più ampio potrebbe avere un effetto dirompente, aumentando i prezzi della benzina, poiché diesel, benzina e carburante per aerei sono prodotti in gran parte insieme. Si prevede che l’impatto sui prezzi della benzina possa arrivare fino a 0,3 dollari al gallone ogni settimana.

Le conseguenze per l’Europa potrebbero essere devastanti. Goldman Sachs prevede che un divieto alle esportazioni statunitensi provocherebbe un incremento dei prezzi all’ingrosso del diesel in Europa di 3 dollari al barile ogni settimana, ovvero quasi il 2%. Tuttavia, le emissioni di diesel dalle riserve strategiche europee potrebbero compensare circa la metà di questo aumento. È interessante notare che, una volta revocato il divieto di esportazione, è probabile che i prezzi negli Stati Uniti si riallineino a quelli di altri Paesi, inclusa l’Europa, portando a un incremento dei prezzi del diesel negli Stati Uniti e a una diminuzione all’estero.

Di fronte alla pressione degli agricoltori, la Casa Bianca sta valutando anche altre misure, tra cui l’ampliamento della disponibilità di "diesel rosso" esente da tasse, che attualmente offre uno sconto di 24,4 centesimi al gallone. Tuttavia, i detrattori avvertono che questa soluzione non affronta il problema dell’offerta insufficiente, un aspetto critico se la crisi dovesse protrarsi fino al 2027.

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