
Il rincaro dei prezzi si estende e alimenta i timori di una stangata autunnale, spinta dall’aumento dei costi dell’energia e degli alimentari freschi. A settembre gas e carburanti hanno registrato rialzi a doppia cifra, contribuendo a portare l’inflazione oltre il 4%. Ma non sono soltanto le bollette e il pieno a pesare di più: anche frutta e verdura costano maggiormente. Il carrello della spesa segna così un aumento annuo dell’1,7%, quasi il doppio rispetto al +0,9% del mese precedente, secondo i dati preliminari dell’Istat. Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme per l’impatto sui bilanci familiari: la spesa aggiuntiva potrebbe raggiungere, in media, almeno 1.100 euro in un anno.
LUCE, GAS E CARBURANTI. A incidere soprattutto sono i beni energetici, i cui prezzi a settembre sono saliti del 22,3% su base annua, contro il +17,1% di agosto. Seguono gli alimentari non lavorati, rincarati del 5,5%, rispetto al +3,8% del mese precedente. Nel dettaglio, i maggiori aumenti riguardano gli energetici regolamentati, cresciuti del 25,9%. A spingere il dato è stato in particolare il gas di città e naturale sul mercato tutelato, aumentato del 47,2%; i prezzi dell’elettricità sullo stesso mercato risultano invece stabili, con una variazione del +9,7%.
Sul mercato libero, dove sono attese anche nuove offerte, luce e gas registrano aumenti rispettivamente del 16,7% e del 21,5%. Nel complesso, gli energetici non regolamentati segnano un +22,2% e comprendono anche i carburanti. Tra questi, gli incrementi più marcati riguardano il diesel (+34,9%) e il gasolio da riscaldamento (+38,5%), mentre la benzina sale del 21,8%. A questi dati si aggiungono i più recenti interventi sul price cap.
A TAVOLA. L’aumento dei prezzi dell’intero comparto alimentare è più contenuto rispetto a quello di tariffe e carburanti, con una crescita annua dell’1,8%, ma i segnali restano preoccupanti. Sugli alimentari freschi, l’accelerazione risente anche delle condizioni meteorologiche sfavorevoli registrate durante l’estate. Aumentano in particolare i prezzi di ortaggi, banane e legumi (+8,4%), mentre la frutta torna a registrare una variazione positiva, pari al +0,6%.
Gli alimentari lavorati mantengono una dinamica lievemente negativa, al -0,3%. Se però la tendenza al rialzo dovesse proseguire, gli aumenti potrebbero estendersi agli altri passaggi della filiera produttiva e riflettersi ulteriormente sulla spesa alimentare.
I CONTI DELLE FAMIGLIE. Le associazioni dei consumatori stimano l’impatto dei rincari sui bilanci domestici. Per il Codacons, la spesa aggiuntiva annua ammonta a 1.389 euro per una coppia con un figlio e raggiunge 1.918 euro per una famiglia con due figli. L’Unione nazionale consumatori calcola invece un aumento medio del costo della vita di 1.108 euro all’anno, definendolo «oltre 10 volte il risparmio dovuto al bollo auto». Secondo Assoutenti, solo per cibo e bevande una famiglia con due figli spenderà 185 euro in più in un anno. A parità di consumi, la maggiore spesa complessiva per la collettività sarebbe pari a 3,4 miliardi di euro.
Le associazioni avvertono che la crescita dei prezzi non si è ancora arrestata. L’erosione del potere d’acquisto, sottolineano Confcom e Confesercenti, rischia inoltre di frenare i consumi negli ultimi mesi dell’anno.













