
Il G7 ha concordato di immettere sul mercato almeno 100 milioni di barili di petrolio provenienti dalle riserve di emergenza nell’arco di quattro mesi, per contenere l’impennata dei prezzi dei carburanti. L’intesa prevede inoltre un rilascio significativo di scorte di gasolio già nei prossimi 20 giorni. La decisione è stata presa durante una riunione d’urgenza convocata dalla presidenza francese, alla quale hanno partecipato i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Giappone e Stati Uniti. L’accordo ha contribuito a scongiurare il blocco delle esportazioni di diesel verso l’Europa minacciato da Donald Trump e a evitare un nuovo scontro con il presidente statunitense sul tema dell’energia.
Trump ha dichiarato che l’Europa ha accettato di liberare una quantità considerevole delle proprie scorte di gasolio. Il presidente aveva esercitato forti pressioni sulle capitali europee, in particolare Parigi e Berlino, perché utilizzassero le riserve strategiche di petrolio per contrastare il rincaro dei carburanti legato alla guerra in Medio Oriente. Aveva inoltre prospettato un divieto di esportazione del diesel verso l’Europa in caso di mancata collaborazione. A influire sulla sua posizione è anche la crescente rilevanza politica dei prezzi dei carburanti negli Stati Uniti, in vista delle elezioni di medio termine. Dall’inizio della crisi di Hormuz, gli Stati Uniti sono diventati uno dei principali fornitori di gasolio per l’Europa: la quota sulle importazioni di diesel è passata dal 21% del 2025 al 45% tra aprile e maggio, superando il 50% lo scorso agosto.
A Bruxelles e a Parigi, attuale presidente di turno del G7, si sono susseguiti intensi contatti per definire una risposta comune ed evitare un divieto che avrebbe accresciuto le tensioni sui mercati. Secondo i dati dell’Ue, da febbraio i prezzi del diesel sono più che raddoppiati, mentre quelli del gas sono saliti del 140%. Il presidente francese Emmanuel Macron, promotore della proposta di utilizzare ulteriori riserve di emergenza in risposta alle richieste di Trump, ha sottolineato che dal G7 è emersa una posizione unitaria. L’azione coordinata sulle scorte, concentrata sul gasolio, ha ricevuto il sostegno anche della premier Giorgia Meloni, che ha rilanciato l’idea di avviare un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo.
Anche a Bruxelles si è lavorato per raggiungere una linea comune. In mattinata la Commissione europea ha convocato la task force per l’energia e una riunione degli ambasciatori dell’Ue, dalla quale è emersa la valutazione che le forniture al continente restano stabili. L’esecutivo europeo aveva avvertito che un divieto di esportazione non avrebbe giovato a nessuno e avrebbe compromesso la fiducia negli Stati Uniti come partner affidabile.
In vista di un inverno difficile, il costo dell’energia rimane una delle principali preoccupazioni e sarà al centro del prossimo Consiglio europeo, in programma il 15 e 16 ottobre. I vertici dell’Ue hanno accolto con favore la decisione di Trump di non vietare le esportazioni verso gli alleati europei. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha ricordato che i cittadini hanno bisogno di energia a prezzi accessibili. Intanto, i mercati avevano già reagito agli annunci: a metà giornata, a Londra, le quotazioni del Wti statunitense erano scese del 5%.
Il rilascio delle riserve strategiche sarà monitorato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie). Nei Paesi dell’Ue, il coordinamento spetterà alla Commissione europea. Secondo l’Aie, è stato utilizzato finora circa il 20% delle riserve globali disponibili, mentre l’80% resta ancora a disposizione. Sul mercato sono stati destinati circa 400 milioni di barili: due terzi sono già arrivati ai destinatari, mentre la parte restante deve ancora essere distribuita.
L’Europa ha già messo a disposizione una quota considerevole delle proprie riserve e resta tra le aree più esposte alla crisi del diesel. La sua vulnerabilità dipende dalla forte necessità di importare carburanti e dal fatto che Russia e Medio Oriente, entrambe interessate da conflitti, sono state tradizionali fonti di approvvigionamento per l’Ue.
Trump: «Non ho mai pensato a un divieto sull’export di diesel, l’Europa è stata eccezionale»
Donald Trump ha elogiato i Paesi europei per aver accettato di liberare una quantità consistente delle proprie riserve di diesel, definendo il loro comportamento «eccezionale». Il presidente ha parlato con i giornalisti prima di partire per l’Alabama e ha ribadito che non avrebbe imposto un divieto alle esportazioni di gasolio, precisando che l’ipotesi «non è mai stata realmente presa in considerazione».











