Home Ultime Notizie Manovra, incontro a Palazzo Chigi. La replica di Bruxelles all’Italia: «La flessibilità...

Manovra, incontro a Palazzo Chigi. La replica di Bruxelles all’Italia: «La flessibilità è già stata concessa» – Notizie

0
Manovra, incontro a Palazzo Chigi. La replica di Bruxelles all’Italia: «La flessibilità è già stata concessa» – Notizie

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, rispettivamente leader di Lega e Forza Italia, il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’incontro si è svolto in vista della presentazione del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), l’aggiornamento dei conti pubblici che farà da riferimento per la prossima manovra. Come indicato dal Parlamento, il documento dovrà includere anche i punti essenziali della legge di Bilancio. Potrebbe inoltre essere accompagnato da una relazione sulla clausola relativa a energia e difesa, qualora il governo decidesse di attivarla.

La risposta di Bruxelles a Roma sulla flessibilità

«Abbiamo già concesso agli Stati membri una maggiore flessibilità»: lo ha affermato la portavoce della Commissione europea Paula Pinho, rispondendo ai giornalisti sulla richiesta italiana di margini aggiuntivi, avanzata alla luce dell’elevata inflazione.

Il portavoce Balazs Udjvari ha precisato che Bruxelles non aveva ancora ricevuto la lettera della presidente del Consiglio. Ha quindi richiamato le caratteristiche della clausola nazionale di salvaguardia, estesa anche alle spese per l’energia oltre che agli investimenti nella difesa.

Nel pomeriggio, intervenendo a un evento della Cna, Meloni ha annunciato di aver inviato la missiva nella stessa giornata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. La premier ha indicato la flessibilità necessaria per affrontare la crisi energetica tra le priorità del governo. Nella lettera, ha spiegato, viene posto il tema delle conseguenze sui conti pubblici dell’inflazione effettiva, superiore a quella programmata. Secondo Meloni, l’aumento incide su tutti gli Stati membri, anche per gli effetti su pensioni e assegno unico, e non dipende dalle decisioni dei singoli governi. L’Italia, ha aggiunto, non è l’unico Paese a chiedere un intervento.

Tra le proposte avanzate congiuntamente da Italia e Repubblica Ceca per affrontare «l’attuale shock energetico» figurano misure temporanee per attenuare l’impatto dei costi del sistema Ets sui prezzi dell’energia, una maggiore flessibilità nell’assegnazione delle quote e il rinvio dell’entrata in vigore dell’Ets 2 per trasporti ed edifici. Il documento congiunto è stato ricevuto ieri dalla Commissione europea, in vista del Vertice Ue del 15 e 16 ottobre. Una sospensione dell’Ets, si legge nel testo visionato dall’ANSA, darebbe sollievo all’industria; in assenza di un sostegno, si propone di valutare alternative mirate.

Anche la Grecia sollecita un ampliamento dei margini di intervento. La crisi energetica, secondo il primo ministro Kyriakos Mitsotakis, si è protratta più del previsto e i prossimi mesi saranno difficili. In una lettera indirizzata a von der Leyen, di cui l’ANSA ha visionato una copia, il premier chiede maggiore flessibilità nell’ambito della governance economica europea, così da permettere ai Paesi di sostenere cittadini e imprese senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici.

Mitsotakis propone inoltre di valutare, entro determinati limiti, l’esclusione delle misure temporanee dall’indicatore della spesa netta. Chiede che si tenga conto anche delle maggiori entrate Iva generate dall’incremento imprevisto dei prezzi al consumo, alimentato dall’inflazione energetica.

La Commissione europea è intanto in contatto con gli Stati membri e con l’amministrazione statunitense sull’eventuale rilascio di scorte di petrolio. Lo ha riferito una portavoce dell’esecutivo Ue, interpellata sulle interlocuzioni con Washington per favorire la liberazione delle riserve americane di gasolio ed evitare un divieto di esportazione da parte degli Stati Uniti.

La portavoce ha ricordato che il giorno successivo si sarebbe riunito il consiglio direttivo dell’Agenzia internazionale per l’energia per valutare l’ipotesi. Sono in corso, ha aggiunto, numerosi incontri e contatti ad alto livello con l’amministrazione statunitense.

Fonte originale

Exit mobile version