Mps, convocato il consiglio dopo l’offerta di Intesa e il rifiuto degli azionisti alle Ops.

Analisi della Situazione di MPS: Consiglio Straordinario in Arrivo

Il Monte dei Paschi di Siena (MPS) si prepara a un incontro cruciale per discutere il riassetto dell’istituto. Oggi pomeriggio, è stato convocato un consiglio di amministrazione straordinario per esaminare le attuali condizioni del mercato e le prospettive future, in particolare in relazione al recente rilancio dell’offerta pubblica di acquisto (Opas) da parte di Intesa Sanpaolo. I principali azionisti di MPS hanno già manifestato la loro opposizione al piano presentato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, schierandosi a favore della proposta di Intesa.

A meno di due settimane dall’assemblea straordinaria di MPS, che avrà cinque punti all’ordine del giorno, i soci dovranno votare anche su due offerte pubbliche lanciate su Banco BPM e Banca Generali, oltre che sulla distribuzione di un dividendo straordinario di 4 miliardi di euro. È importante notare che per far decadere automaticamente l’Opas di Intesa, è sufficiente che almeno uno di questi tre punti venga approvato dalla maggioranza del 66,67% del capitale presente. Tuttavia, secondo le analisi di mercato, le possibilità di manovra per MPS sembrano ridotte, rendendo necessaria una valutazione approfondita da parte del consiglio.

Durante l’incontro, si attende anche un aggiornamento sui pareri di voto da parte dei proxy advisor, come ISS e Glass Lewis, i quali forniscono indicazioni fondamentali per i grandi investitori. È probabile che oggi arrivi almeno uno dei pareri, che potrebbero influenzare significativamente le scelte degli investitori istituzionali, chiudendo la porta al piano di Lovaglio e favorendo l’offerta di Intesa Sanpaolo, presentata l’8 giugno scorso.

Situazione Attuale e Reazioni del Mercato

È opportuno sottolineare che l’attuale scenario è il risultato di una mossa inaspettata da parte di Intesa Sanpaolo, che ha incrementato di 25 centesimi la componente in contante della sua offerta, portandola a 1,25 euro più 1,6 azioni di nuova emissione per ogni azione MPS ceduta, subordinando questo aumento all’approvazione del piano difensivo di MPS nell’assemblea del 29 ottobre. Il gruppo Caltagirone (con una partecipazione del 13,5%) ha già anticipato il proprio voto contrario su tutti i punti all’ordine del giorno, inclusi quelli relativi alle offerte pubbliche e al dividendo. Anche Delfin, con una quota del 17,5%, ha espresso il proprio consenso all’offerta di Intesa, mentre il sostegno della famiglia Benetton (1,45%) e di Praude Asset Management (0,72%) ha ampliato il fronte contrario al piano di Lovaglio, superando il 33% e rendendo quasi impossibile l’approvazione del piano di MPS.

Il consiglio di amministrazione di MPS avrà quindi l’opportunità di esprimere le proprie valutazioni sull’offerta di Intesa. Nel frattempo, il mercato rimane in attesa di ulteriori sviluppi, con analisti che suggeriscono che MPS potrebbe decidere di ritirare le delibere assembleari, riconoscendo la posizione di molti dei suoi azionisti. In alternativa, se ci fossero margini, l’assemblea del 29 ottobre potrebbe essere rinviata, sebbene questa opzione sembri complessa. Tra le speculazioni circolate in questi giorni, si parla anche di un possibile intervento di un investitore di supporto o di una maxi distribuzione, ma entrambe le possibilità sono considerate difficili da realizzare.

Prospettive Future e Relazioni con Banco BPM

Se non ci saranno sviluppi imprevisti, il futuro di MPS potrebbe allinearsi con quello di Intesa, separandosi da Banco BPM. Un consiglio di amministrazione di Piazza Meda, previsto per domani, potrebbe fornire ulteriori chiarimenti, soprattutto dopo che il principale azionista, Crédit Agricole, ha rifiutato l’offerta pubblica di MPS. Si prevede che l’incontro verterà anche su un aggiornamento riguardante il panorama bancario in vista dell’assemblea di MPS, tenendo conto della decisione di Crédit Agricole di non aderire all’Ops.

Nel contesto attuale, Piazza Affari continua a monitorare le potenziali mosse di Unicredit, finora rimasta in silenzio su questa questione. Si vocifera di possibili operazioni riguardanti Banca Generali, controllata da Generali, di cui MPS possiede il 13,5% tramite Mediobanca. Tuttavia, non sono state fornite indicazioni concrete nemmeno durante l’ultimo consiglio di amministrazione di Gae Aulenti, convocato per discutere delle acquisizioni. È certo che l’istituto guidato da Andrea Orcel si sta concentrando su opportunità relative a filiali, mentre rimangono noti gli interessi su Orvieto e Banca del Mezzogiorno, ex Popolare di Bari. La Borsa, infine, continua a considerare altre possibili operazioni che potrebbero rientrare nella strategia di Orcel.

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