
Settimana analizzata: 6–10 luglio 2026
La settimana 28/2026 ha confermato che il mercato resta costruttivo, ma non più lineare. S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso la seconda settimana consecutiva in rialzo, sostenuti dal ritorno di forza della tecnologia e in particolare da alcuni titoli legati ad AI e semiconduttori. Il Dow Jones, invece, ha interrotto una serie positiva di quattro settimane, segnalando una rotazione interna meno favorevole ai titoli più tradizionali.
Il tema centrale è stato il ritorno della tecnologia, ma con una differenza rispetto ai mesi precedenti: non un entusiasmo indiscriminato, bensì una ripartenza selettiva. Meta, chip, infrastrutture AI e software hanno sostenuto il mercato, mentre energia e geopolitica sono tornate a pesare dopo nuove tensioni intorno all’Iran e allo Stretto di Hormuz.
I numeri della settimana
| Asset / indice | Settimana | Ultimo dato indicativo | Lettura |
|---|---|---|---|
| S&P 500 | +1,2% | area 7.550 punti | Secondo rialzo settimanale consecutivo |
| Nasdaq Composite | +1,7% | area 26.200 punti | Tecnologia di nuovo in evidenza |
| Dow Jones | -0,5% | area 52.500 punti | Si interrompe la serie positiva di quattro settimane |
| Russell 2000 | debole / contrastato | ETF IWM area 296 | Small cap meno brillanti |
| STOXX Europe 600 | positivo ma selettivo | vicino ai massimi recenti | Europa sostenuta, ma senza euforia |
| FTSE MIB | chiusura a 52.614 punti | – su base settimanale | Piazza Affari positiva venerdì, ma in calo sulla settimana |
| Bitcoin | area 64.000 dollari | circa 64.000 | Rimbalzo e stabilizzazione dopo la debolezza di giugno |
| Brent | +5,5% settimanale | 76,01 dollari | Premio geopolitico tornato sul petrolio |
| WTI | quasi +4% settimanale | 71,41 dollari | Energia di nuovo sensibile a Iran/Hormuz |
| Oro | area 4.080 dollari | volatile | Bene rifugio meno lineare, condizionato da tassi e dollaro |
L’S&P 500 ha guadagnato l’1,2% e il Nasdaq l’1,7% nella settimana, mentre il Dow Jones ha perso lo 0,5%. Il petrolio ha chiuso in rialzo settimanale, con Brent a 76,01 dollari e WTI a 71,41 dollari, nonostante il calo di venerdì.
I principali movimenti degli indici
A Wall Street, la settimana è stata positiva per S&P 500 e Nasdaq. Il mercato ha recuperato slancio soprattutto grazie alla tecnologia, ai semiconduttori e ad alcuni grandi titoli growth. Il Nasdaq ha beneficiato del ritorno di interesse verso chip e AI, mentre l’S&P 500 ha mostrato una buona capacità di assorbire le tensioni geopolitiche.
Il Dow Jones ha invece chiuso la settimana in leggero calo, interrompendo una serie positiva di quattro settimane. Questo dato è interessante perché indica che la leadership non è stata uniforme: la settimana ha premiato soprattutto tecnologia e grandi nomi growth, meno i titoli industriali e più tradizionali del Dow.
In Europa, il quadro è rimasto costruttivo ma meno brillante. Lo STOXX Europe 600 resta vicino ai massimi recenti, ma il mercato europeo si è mosso con maggiore prudenza, anche per il ritorno del rischio energia.
Piazza Affari ha chiuso bene venerdì, con il FTSE MIB a 52.614 punti e un rialzo giornaliero dello 0,44%, sostenuto in particolare da Nexi, Stellantis e Buzzi. Tuttavia, su base settimanale l’indice italiano ha registrato una perdita, segnalando una pausa dopo il forte movimento dei mesi precedenti.
I settori migliori e peggiori
Tra i settori migliori della settimana sono tornati in evidenza tecnologia, semiconduttori, software e titoli collegati all’intelligenza artificiale. Il recupero dei chip è stato uno dei segnali più importanti, dopo le prese di profitto viste a fine giugno.
Reuters ha segnalato una seduta molto positiva per il Nasdaq giovedì, con il comparto tecnologico in rialzo e Meta in forte evidenza dopo le notizie sui piani per produrre chip AI da settembre. Nella stessa seduta l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,81% e il Nasdaq l’1,30%.
Il settore energetico è tornato al centro dell’attenzione, ma con una lettura più complessa. Da un lato, il rialzo settimanale del petrolio ha favorito i titoli legati all’energia; dall’altro, l’aumento del greggio rappresenta anche un rischio per inflazione, margini aziendali e banche centrali.
Tra i settori più deboli si sono viste alcune aree industriali e una parte dei titoli più tradizionali del Dow. Anche le small cap hanno perso brillantezza rispetto alle settimane precedenti: la rotazione verso Russell 2000 e titoli rimasti indietro, forte a fine giugno, questa settimana è stata meno evidente.
Le notizie macro più importanti
La notizia macro più importante è arrivata dai verbali della Federal Reserve, pubblicati l’8 luglio. I verbali hanno mostrato una Fed più preoccupata per l’inflazione e divisa sul percorso dei tassi. Alcuni membri hanno aperto alla possibilità di futuri rialzi se l’inflazione dovesse restare persistente, mentre altri si aspettano un raffreddamento naturale dei prezzi.
Il passaggio è rilevante perché conferma la nuova fase sotto Kevin Warsh. La Fed ha mantenuto i tassi al 3,50%–3,75%, ma il linguaggio appare più asciutto e meno orientato a dare indicazioni preventive ai mercati. Warsh ha anche ridotto il peso della forward guidance, cioè delle promesse implicite sul futuro percorso dei tassi.
Il secondo tema macro è stato il petrolio. Dopo la forte discesa di giugno, il Brent e il WTI sono risaliti nella settimana per il ritorno delle tensioni intorno all’Iran e allo Stretto di Hormuz. Reuters ha indicato che Brent e WTI hanno chiuso venerdì in calo, ma comunque con guadagni settimanali rispettivamente del 5,5% e di quasi il 4%.
Il terzo tema è stato l’avvicinarsi di una settimana molto importante per dati macro e trimestrali: CPI, PPI, vendite al dettaglio, testimonianza di Warsh al Congresso e prime grandi trimestrali bancarie.
Le aziende e i titoli più citati
Il titolo più citato della settimana è stato Meta, che ha sostenuto il mercato grazie al forte rialzo e alle notizie sui piani per produrre chip AI. Barron’s ha osservato che Meta, pur non facendo parte del Dow, avrebbe potuto aggiungere oltre 500 punti all’indice se fosse stata inclusa.
Tra i titoli e settori da monitorare sono tornati anche Nvidia, Micron, Sandisk, Broadcom, Cisco, Dell e la filiera dei semiconduttori. Investor’s Business Daily segnala che Nvidia, Micron e Sandisk sono vicine a possibili punti di acquisto, mentre il mercato guarda alle prossime trimestrali di TSMC, ASML e delle grandi banche americane.
In Italia, Nexi è stata protagonista venerdì, con un forte rialzo dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo della posizione negoziale sul digital euro. Anche Stellantis e Buzzi hanno contribuito alla seduta positiva di Piazza Affari.
Sul fronte cripto, Bitcoin si è stabilizzato intorno ai 64.000 dollari. Il dato è importante perché arriva dopo la debolezza di giugno e indica una fase di rimbalzo, ma non ancora una vera inversione strutturale.
Il tema dominante della settimana
Il tema dominante della settimana è stato:
ritorno della tecnologia, ma con Fed e petrolio che tornano a fare da freno.
Il mercato ha ritrovato forza grazie a tecnologia, AI e semiconduttori. Però, a differenza delle fasi più euforiche, questa volta il rialzo si muove dentro un quadro più complicato: Fed più prudente, inflazione ancora troppo alta, petrolio in risalita e tensioni geopolitiche non risolte.
La tecnologia resta il motore principale del mercato, ma non si muove più in un ambiente perfetto. I titoli AI possono ancora guidare gli indici, ma devono convivere con valutazioni elevate, investimenti enormi in infrastrutture, costi energetici crescenti e una banca centrale che non vuole perdere credibilità anti-inflazione.
In questo senso, la settimana 28 non è stata una semplice settimana positiva. È stata una settimana di conferma: il mercato vuole ancora salire, ma ha bisogno di dati favorevoli per giustificare nuovi massimi.
Cosa guardare nella settimana successiva
La settimana 29/2026, dal 13 al 17 luglio, sarà molto più importante sul piano macro e societario.
Il primo appuntamento sarà il CPI USA di giugno, previsto martedì 14 luglio alle 08:30 ET, cioè alle 14:30 in Svizzera e Italia. È il dato più importante della settimana, perché dirà se l’inflazione sta davvero rallentando dopo il calo del petrolio di giugno o se le pressioni core restano troppo alte. Il calendario ufficiale BLS indica la pubblicazione del CPI di giugno proprio il 14 luglio.
Il secondo appuntamento sarà il PPI USA, previsto mercoledì 15 luglio. Questo dato sarà utile per capire le pressioni sui prezzi alla produzione, quindi su margini aziendali e futura inflazione al consumo.
Il terzo appuntamento saranno le vendite al dettaglio USA, che daranno una lettura importante sulla forza dei consumi americani. La tenuta dei consumi è uno dei pilastri dell’economia USA: se dovesse indebolirsi, il mercato potrebbe iniziare a rivedere le aspettative su crescita e utili.
Il quarto tema sarà la testimonianza di Kevin Warsh al Congresso, la prima fase davvero politica e pubblica della nuova presidenza Fed. Gli investitori cercheranno di capire se Warsh confermerà una linea dura sull’inflazione o se lascerà spazio a una maggiore flessibilità.
Infine, partirà la stagione delle trimestrali del secondo trimestre, con le grandi banche americane in primo piano: JPMorgan, Citigroup, Bank of America, Goldman Sachs, Morgan Stanley e BlackRock. Sul fronte tecnologia, sarà importante anche TSMC, perché il mercato cercherà conferme sulla domanda di chip AI.
Calendario macro della settimana successiva
| Giorno | Indicatore / evento | Area | Perché conta |
|---|---|---|---|
| Lunedì 13 luglio | Avvio settimana trimestrali USA | USA | Preparazione alla stagione degli utili |
| Martedì 14 luglio | CPI giugno | USA | Dato chiave su inflazione e Fed |
| Martedì 14 luglio | Real earnings | USA | Potere d’acquisto dei salari |
| Martedì 14 luglio | Testimonianza di Kevin Warsh | USA | Prima grande verifica pubblica del nuovo presidente Fed |
| Martedì 14 luglio | Trimestrali banche USA | USA | JPMorgan, Citigroup, Bank of America e altri big finanziari |
| Mercoledì 15 luglio | PPI giugno | USA | Prezzi alla produzione e pressioni sui margini |
| Mercoledì 15 luglio | BlackRock e Morgan Stanley | USA | Asset management e investment banking |
| Giovedì 16 luglio | Vendite al dettaglio | USA | Forza dei consumi americani |
| Giovedì 16 luglio | Richieste sussidi disoccupazione | USA | Stato del mercato del lavoro |
| Giovedì 16 luglio | TSMC | Taiwan / globale | Domanda semiconduttori e AI |
| Venerdì 17 luglio | Dati housing / sentiment | USA | Immobiliare e fiducia dei consumatori |
Conclusione
La settimana 28/2026 ha riportato la tecnologia al centro del mercato, ma non ha cancellato i rischi. S&P 500 e Nasdaq sono saliti, il Dow ha preso fiato, Piazza Affari ha chiuso bene venerdì ma ha perso terreno nella settimana, Bitcoin si è stabilizzato e il petrolio è tornato a salire.
Il messaggio è chiaro: il mercato resta positivo, ma la seconda metà di luglio sarà decisiva. CPI, PPI, vendite al dettaglio, trimestrali bancarie, TSMC e testimonianza di Warsh diranno se il rialzo può allargarsi o se resterà dipendente da pochi grandi titoli tecnologici.
Per ora, il mercato continua a credere nella crescita. Ma la settimana prossima dovrà dimostrare che questa crescita può convivere con inflazione, tassi, petrolio e utili aziendali.









