Analisi della Disoccupazione Giovanile in Italia

La disoccupazione giovanile in Italia, che interessa la fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni, si mantiene su livelli elevati, oscillando tra il 18,5% e il 19%. Nonostante ci sia stata una ripresa generale del mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione giovanile continua a posizionarsi tra i più alti in Europa. Inoltre, il fenomeno dei Neet, ovvero i giovani che non sono né impegnati in un percorso formativo né in un’occupazione, è preoccupante, superando i 2 milioni nella fascia d’età 15-34 anni.

Questi temi sono stati al centro di un convegno tenutosi venerdì 13 marzo presso il Senato, organizzato dall’associazione Confinternational, guidata da Salvo Iavarone. L’iniziativa è stata promossa su invito del senatore Maurizio Gasparri e ha preso spunto da riflessioni e ricerche condotte dall’associazione stessa.

Dai primi dati emersi, risulta che circa il 40% delle aziende manifesta difficoltà nel reperire giovani con le competenze necessarie. Questa problematica è particolarmente accentuata nel Mezzogiorno, dove si registra una persistente difficoltà di inserimento lavorativo per i giovani, nonostante l’aumento complessivo dell’occupazione nel Paese.

La disoccupazione giovanile non ha una causa univoca, ma si può suddividere in almeno tre categorie: i Neet, i giovani in cerca di un’occupazione e quelli attratti da nuove opportunità di lavoro emergenti nel mercato. Secondo uno studio recente condotto da Censis e Confcooperative, si stima che 144.000 giovani tra i 15 e i 29 anni stiano avviando attività imprenditoriali, cercando di affermarsi nel mercato, spesso nei settori più innovativi e tecnologici, contribuendo anche alla creazione di posti di lavoro per altri.

Durante il dibattito, sono intervenuti diversi esperti tra cui Claudia Conte, Portavoce dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, Mauro Nori, Capo Gabinetto del Ministero del Lavoro, Luca Bianchi, Direttore di Svimez, Andrea Gavosto, Direttore della Fondazione Giovanni Agnelli, Simona Tironi, Assessore della Regione Lombardia, Angelo Raffaele Margiotta, Segretario Generale di Confsal, e Guido D’Amico, Presidente di Confimpreseitalia, oltre a Emilio Della Penna.

Durante il confronto, Mauro Nori ha sottolineato l’importanza di un collegamento tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro. Andrea Gavosto ha evidenziato le difficoltà delle aziende nel trovare personale qualificato, mentre Luca Bianchi ha richiamato l’attenzione sui significativi flussi migratori di laureati dal Sud verso il Nord Italia e dall’Italia verso il resto d’Europa. Il Direttore di Svimez ha aggiunto che analizzare il mercato del lavoro è complesso a causa delle disuguaglianze che caratterizzano le diverse aree del Paese. Infine, Della Penna e D’Amico hanno evidenziato come le piccole e medie imprese (PMI) rappresentino un motore fondamentale per l’economia italiana, costituendo il 96,4% del totale delle aziende nazionali.

Fonte originale