Analisi della tensione tra la Federal Reserve e la presidenza Trump

Il conflitto tra Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, e Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, rappresenta il tema centrale della settimana finanziaria. Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco, ha dichiarato all’Adnkronos che “la possibilità di una perdita di indipendenza della Fed è una questione cruciale per i mercati”. Recentemente, Powell ha rivelato di aver ricevuto pressioni dall’amministrazione Trump. Il Dipartimento di Giustizia avrebbe minacciato il presidente della banca centrale con un’indagine riguardante una testimonianza fornita al Senato lo scorso giugno. Tale testimonianza riguardava la ristrutturazione di alcune sedi della Fed, un intervento dal costo di 2,5 miliardi di dollari, che Trump ha frequentemente definito come un “eccessivo spreco”.

Nonostante queste tensioni, i mercati azionari continuano a mostrare una tendenza positiva. Simoncelli ha osservato che “da un lato, il contesto macroeconomico dimostra resilienza e stabilità nella crescita, come evidenziato dai recenti dati sul mercato del lavoro americano, che indicano una situazione difficile, ma non catastrofica”. Inoltre, ha sottolineato che “si sta assistendo a una diversificazione degli investimenti, che non si concentrano più esclusivamente sui mercati azionari americani e sulla tecnologia, ma stanno iniziando a includere anche i mercati europei e asiatici, oltre a settori con caratteristiche più value e procicliche”.

Nei mercati finanziari statunitensi si stanno manifestando dinamiche che li avvicinano a quelle di un mercato emergente. Simoncelli ha spiegato che “i tassi di interesse sono in aumento, così come il rischio di volatilità legato all’inflazione nell’economia americana, mentre il dollaro sta subendo un processo di indebolimento”. Ha descritto questa situazione come “una chiara evidenza della crescente perdita di credibilità del dollaro americano”.

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