
Con i prezzi dell’oro che hanno raggiunto livelli record a livello globale, anche il costo dei gioielli ha subito un incremento significativo. In Italia, a gennaio, i listini al dettaglio di bracciali, collane, orecchini e anelli sono aumentati mediamente del 21,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questa informazione è stata fornita dal Codacons, sulla base dei più recenti dati Istat riguardanti l’inflazione.
L’aumento del valore dell’oro ha avuto un impatto diretto sui prezzi per i consumatori, ma ha anche spinto un numero crescente di cittadini a vendere gioielli in oro non utilizzati, nella speranza di trarne profitto.
“Stiamo osservando un aumento significativo del numero di persone che, dopo il boom delle quotazioni, decide di cedere collane, anelli e braccialetti presso i ‘Compro oro’, che sono presenti in modo capillare con circa 6.500 punti vendita in tutto il paese, in cambio di liquidità immediata”, ha dichiarato il Codacons. Le operazioni di compravendita in questi esercizi sono aumentate del 40% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, i prezzi record dell’oro potrebbero generare situazioni ambigue e potenzialmente svantaggiose per i consumatori che cercano di vendere i loro gioielli.
Per aiutare i cittadini nella vendita dell’oro, il Codacons ha redatto una guida. È consigliabile pesare a casa l’oggetto che si intende vendere e controllare le quotazioni giornaliere dell’oro, esprimendole in grammi e non in once. È inoltre importante verificare se il gioiello riporta la caratura: il prezzo dell’oro sui mercati si riferisce al metallo puro a 24 carati, mentre la maggior parte dei gioielli disponibili in commercio è realizzata a 18 carati, come sottolineato dall’associazione.













