Unicredit chiude il 2025 con risultati superiori alle aspettative

Unicredit ha concluso l’anno 2025 con performance solide, registrando un utile netto di 10,6 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente. I ricavi netti si sono attestati a 23,9 miliardi di euro, mostrando una lieve diminuzione dell’1,4% rispetto al 2024. Il margine di interesse ha subito un calo del 4,3%, scendendo a 13,7 miliardi, influenzato dalla riduzione dei tassi d’interesse, ma ha dimostrato una buona resilienza grazie all’aumento dei prestiti nei settori più profittevoli, all’incremento dei depositi da parte dei clienti e a una gestione disciplinata del pass-through, che si è mantenuto intorno al 31%. Le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa hanno contribuito per 8,7 miliardi, mentre le rettifiche sui crediti sono rimaste contenute a 0,7 miliardi. Sul fronte patrimoniale, Unicredit ha chiuso l’anno con un CET1 ratio del 14,7%, evidenziando una robusta posizione di capitale. La banca ha annunciato una distribuzione complessiva agli azionisti di 9,5 miliardi di euro, di cui 4,75 miliardi sotto forma di dividendi. “Abbiamo concluso l’anno con una delle migliori distribuzioni del settore e un’efficienza operativa del 38%”, ha dichiarato l’amministratore delegato Andrea Orcel.

Prospettive future

Le prospettive per il futuro sono positive. Per il 2026, Unicredit prevede ricavi netti superiori a 25 miliardi di euro, costi pari o inferiori a 9,4 miliardi e un utile netto di circa 11 miliardi, con un RoTE superiore al 20%. Guardando più avanti, per il 2028, il gruppo stima ricavi netti intorno a 27,5 miliardi, con una crescita media annua del 5% nel periodo 2025-2028, costi inferiori a 9,2 miliardi e un utile netto di circa 13 miliardi, accompagnato da un RoTE oltre il 23% e da una crescita a doppia cifra di Eps e Dps. Unicredit ha in programma distribuzioni totali cumulate di circa 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni e circa 50 miliardi nei prossimi cinque, con eventuali distribuzioni aggiuntive valutate annualmente in base al capitale in eccesso. La strategia del gruppo si concentra sull’accelerazione della crescita redditizia e sul rafforzamento delle quote di mercato, sfruttando la base clienti esistente, investendo nella prima linea, migliorando l’integrazione tra le fabbriche di prodotto e la rete distributiva, e adottando intelligenza artificiale e tecnologia. “Rimaniamo focalizzati su un’esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico”, ha ribadito Orcel.

Strategia M&A

Andrea Orcel ha ribadito la posizione di Unicredit riguardo le operazioni di fusione e acquisizione: apertura strategica, ma con la massima disciplina. Durante una call con gli analisti, l’amministratore delegato ha affermato che il gruppo “ha un’ottima strategia, un piano efficace e una buona esecuzione su base organica”, sottolineando che “non abbiamo bisogno di ricorrere a fusioni”. Il messaggio è chiaro: “Saremo disciplinati”. Pur non escludendo operazioni straordinarie, Orcel ha definito i criteri per tali interventi. “Le fusioni e acquisizioni a condizioni vantaggiose e con la giusta compatibilità strategica possono generare un valore significativo”, ha spiegato, aggiungendo che “non intendiamo compromettere i rendimenti dei nostri azionisti con accordi che non rispettano i nostri standard”.

Questa posizione si inserisce in una visione più ampia sul sistema bancario europeo: “L’Europa ha bisogno di banche più grandi, poiché attualmente siamo piccoli rispetto agli Stati Uniti e ad altri blocchi economici. Inoltre, sono necessarie banche più grandi per finanziare la trasformazione che l’Unione Europea deve intraprendere”. Tuttavia, Orcel ha chiarito che Unicredit non è alla ricerca di acquisizioni a tutti i costi. “Riteniamo che ci sia molto valore da creare per le banche di altri mercati che decidono di unirsi al nostro percorso”, ha affermato, specificando che “saranno gli azionisti a decidere”.

Dossier attuali

Riguardo ai dossier più caldi, Orcel ha voluto spegnere le speculazioni. “Non esiste un piano di fusione con Alpha, non è mai stato discusso”, ha affermato parlando della partnership con Alpha Bank, di cui Unicredit detiene il 29,8%. “Collaboriamo molto bene e il livello di cooperazione è talvolta superiore a quello che abbiamo con le banche di cui deteniamo il 100%”. Ha rassicurato che “non faremo nulla che possa compromettere questa collaborazione, il valore che stiamo generando è già elevato”. Per quanto riguarda Commerzbank, il CEO ha adottato un approccio attendista: “Riteniamo che, al momento giusto e se le condizioni saranno favorevoli, tutto avverrà nel modo corretto. Se così non fosse, abbiamo molte altre opportunità da esplorare”. Infine, riguardo a Generali, Orcel è stato chiaro: “Comunichiamo regolarmente con loro, sono uno dei nostri partner industriali”. Ha ricordato che “forniscono la maggior parte dei nostri prodotti assicurativi bancari nell’Europa centrale e orientale” e che UniCredit “distribuisce i loro prodotti di gestione patrimoniale nella nostra rete”. Concludendo, ha affermato: “Sono solo fantasie di chi ha bisogno di inventare storie: per quanto ne so, non c’è nulla da aggiungere su questo tema”.

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