
Aggiornamenti sul Consiglio di Amministrazione di Mps: La Situazione di Luigi Lovaglio
Il Consiglio di Amministrazione di Monte dei Paschi di Siena (Mps) si riunirà domani per discutere la posizione di Luigi Lovaglio. Secondo quanto riportato da AdnKronos, durante l’incontro verranno presentati pareri tecnico-legali per analizzare una situazione complessa. Tra le misure in esame, si valutano opzioni che vanno dal ritiro delle deleghe a forme di inibizione, fino alla possibilità estrema del licenziamento.
Fonti dell’agenzia di stampa fanno sapere che i membri del consiglio hanno richiesto chiarimenti riguardo alla condotta recente dell’amministratore delegato, in carica fino a pochi giorni fa. In particolare, i consiglieri sono interessati al ruolo e alle tempistiche relative alla formazione della lista. Un punto critico è rappresentato dalla sua partecipazione a un incontro a Londra con gli investitori, dove ha presentato la sua figura di CEO di Mps, ponendo particolare attenzione alle dichiarazioni fatte ai presenti.
Oltre agli aspetti legali, vi è preoccupazione nell’ambiente finanziario riguardo a come questi eventi possano complicare ulteriormente la situazione di Lovaglio. Fonti finanziarie evidenziano che i fondi internazionali, da cui Lovaglio sta cercando sostegno, sono molto attenti alla trasparenza, all’integrità dei processi e alla stabilità della governance.
La competizione per il controllo di Rocca Salimbeni si gioca su questi fattori. Gli equilibri tra i soci chiave rimangono incerti: Delfin (17,5%) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (4,9%) sembrano propensi all’astensione. Se questa tendenza venisse confermata, potrebbe rafforzare la lista presentata dal Consiglio, poiché ridurrebbe il numero totale dei voti espressi in assemblea, aumentando il peso dei voti a favore di tale lista, come spiegato da Gioacchino Amato, avvocato esperto in diritto bancario e finanziario.
Tra gli azionisti, Girondi (circa il 3%) si schiera a favore della lista alternativa, mentre rimane incerta la posizione di Banco Bpm (3,7%). Con Caltagirone (11,5%) che sostiene la lista del CdA, il voto dei fondi internazionali diventa cruciale.
In questo contesto, le raccomandazioni dei proxy advisor, attese per la fine del mese, avranno un impatto significativo. Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance all’Università Bocconi, sottolinea che se i proxy advisor sosterranno la lista del CdA, è probabile che i fondi si allineeranno. In caso contrario, potrebbero optare per una lista alternativa o un “split vote”, rendendo il risultato incerto.
Generalmente, i fondi tendono a favorire la lista del CdA, ma solo se il processo è percepito come trasparente e la lista presenta competenze adeguate senza gravi criticità di governance. Questi requisiti sono fondamentali per tutte le liste in competizione.
Tuttavia, alcune fonti finanziarie esprimono dubbi sulla lista proposta da Plt Holding, evidenziando l’anomalia di un amministratore delegato non ricandidato dal CdA che decide di ripresentarsi contro la lista del consiglio, supportato da un azionista con solo l’1,27% del capitale. Angelo De Mattia, analista economico ed ex Bankitalia, nota che situazioni simili sono rare, riscontrabili principalmente in contesti di banche locali.
Altri dubbi emergono tra i consiglieri riguardo al processo di formazione della lista, in particolare sull’eventuale supporto di consulenti e sull’elevata età media dei candidati, che potrebbe comportare rischi nell’attuazione del piano strategico. Si teme anche una possibile “balcanizzazione” del Consiglio, che potrebbe compromettere ulteriormente l’esecuzione delle strategie aziendali.
Tutti questi aspetti saranno sottoposti all’attenzione della vigilanza europea. De Mattia sottolinea l’importanza della governance per gli organi di vigilanza, affermando che la lista che sostiene Lovaglio introduce una nuova ipotesi per la governance, la cui praticabilità e accettabilità solleva diverse perplessità. Rimane da vedere quale sarà l’orientamento della Bce, soprattutto in considerazione dell’attenzione crescente su esperienza, professionalità e processi di formazione della lista.







