
Questa Settimana
Questa settimana si sono verificati tre eventi importanti per i mercati.
1. (Di gran lunga!) Gli Stati Uniti e l’Iran hanno raggiunto un accordo (temporaneo). Hanno acconsentito a un memorandum d’intesa di 60 giorni e lo hanno firmato ieri. L’accordo provvisorio offre tempo per negoziare un accordo permanente, interrompendo anche i combattimenti (inclusi Israele e Libano), riaprendo lo Stretto di Hormuz (le navi sono già in movimento) e includendo un impegno da parte dell’Iran a non procurarsi né sviluppare armi nucleari (tra altre clausole).
In risposta, i prezzi del petrolio negli Stati Uniti sono scesi a circa 75 dollari al barile – un minimo di tre mesi – anche se rimangono circa il 10% sopra i livelli pre-conflitto, e gli esperti avvertono che ci vorranno “mesi” affinché i mercati petroliferi si normalizzino se la tregua regge.
2. La Federal Reserve è più preoccupata per l’inflazione. Durante il primo incontro della Fed sotto la presidenza di Kevin Warsh, la Fed ha lasciato i tassi invariati, come previsto. Tuttavia, la Fed ha anche rimosso il linguaggio che suggeriva che il prossimo passo sarebbe stato probabilmente un taglio.
Questo primo incontro ha mostrato come il presidente Warsh stia già iniziando a ridefinire la Fed rimuovendo le indicazioni future dal comunicato stampa e optando per non fornire proiezioni economiche. Per i restanti 18 membri che hanno presentato proiezioni, la stima mediana per il tasso dei fondi federali ora prevede un aumento quest’anno (appena superiore a nessuna modifica), rispetto a un taglio previsto a marzo, poiché i membri della Fed ora si aspettano che l’inflazione core PCE chiuda l’anno a 3,3% su base annua, in aumento rispetto al 2,7% di marzo. Le proiezioni per il tasso di disoccupazione sono state effettivamente riviste al ribasso.
I mercati stanno andando anche oltre la Fed, ora prezzando 40 punti base (bp) di aumenti quest’anno, rispetto a 20bp prima dell’incontro.
3. Nonostante l’inflazione legata all’energia, la spesa dei consumatori è rimasta resiliente a maggio. Le vendite al dettaglio nominali sono aumentate del 0,9% rispetto ad aprile, anche grazie a un incremento del 3,4% nelle stazioni di servizio. Tuttavia, le vendite al dettaglio “core”, che escludono le stazioni di servizio e altre categorie volatili, sono cresciute del +0,7%, probabilmente sostenute da rimborsi fiscali più elevati del solito ricevuti all’inizio di quest’anno.
Per i mercati, l’accordo di pace ha superato i rischi di aumento dei tassi, con il Nasdaq-100® che ha chiuso la settimana in rialzo del 3% e i rendimenti dei Treasury a 10 anni scesi di alcuni bp al 4,45%.
Prossima Settimana
Ecco gli eventi principali che osserverò la prossima settimana:
- Martedì: PMIs Manifatturiero e Servizi S&P (Prelim. Giugno)
- Giovedì: Inflazione PCE (Maggio), Spesa dei Consumatori Reale (Maggio), Revisione del PIL Reale (Q1), Richieste di Sussidi di Disoccupazione












