Gas e petrolio tornano a salire a causa delle tensioni nel Golfo, mercati azionari stabili – Aggiornamenti.

Scontro nel Golfo Persico: Impatti sui Prezzi di Gas e Petrolio

Il conflitto nel Golfo Persico ha riacceso le tensioni sui mercati energetici, portando a un incremento dei prezzi di gas e petrolio. Sul mercato di Amsterdam, che funge da punto di riferimento per l’Europa, il prezzo del metano ha registrato un aumento del 6%, raggiungendo i 51,5 euro per Megawattora. Anche il petrolio ha seguito questa tendenza, superando i 75 dollari al barile, con le quotazioni a New York che hanno oltrepassato i 78 dollari in serata. Questi valori rappresentano i livelli più elevati dal mese di maggio.

Le Borse europee hanno mostrato una reazione moderata: Milano e Parigi hanno chiuso in rialzo dello 0,3%, mentre Amsterdam ha registrato una crescita dello 0,1%. Londra e Francoforte sono rimaste stabili, mentre Madrid ha subito una flessione dello 0,3%. Wall Street ha mostrato segnali di debolezza. Sul fronte dei titoli di Stato, si sono registrate tensioni, con i rendimenti dei bond britannici aumentati di dieci punti base e quelli italiani di sette, portando il tasso del prodotto del Tesoro al 3,87%. Questo movimento ha interessato anche il resto d’Europa, mantenendo gli spread relativamente stabili; il differenziale tra Btp e Bund a dieci anni si è attestato a 76,5 punti base, rispetto ai 77,6 dell’apertura.

Negli Stati Uniti, i rendimenti dei titoli del Tesoro a due anni hanno raggiunto il livello più alto dall’inizio del 2025, principalmente a causa delle rinnovate tensioni in Iran, che hanno influenzato l’aumento dei prezzi del petrolio. Ciò ha alimentato speculazioni riguardo a un possibile incremento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve per contrastare l’inflazione. Il rendimento a due anni è salito di tre punti base, arrivando al 4,24%, mentre il titolo decennale ha visto un incremento simile, toccando il 4,59%. Questi temi saranno al centro di un incontro inaspettato a Washington tra la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, e il presidente della Fed, Kevin Warsh. La Lagarde avrà anche un colloquio con il segretario del Tesoro, Scott Bessent. La BCE si presenta con preoccupazioni significative: "L’intensificarsi dei conflitti in Medio Oriente o un deterioramento del clima di rischio a livello globale – si legge nel rapporto 2025 del Comitato europeo per i rischi sistemici (Esrb) – potrebbero innescare correzioni di mercato brusche e disordinate, con potenziali ripercussioni sull’economia reale attraverso un indebolimento della fiducia e un aumento dei costi di finanziamento". In sintesi, si delinea un contesto di inflazione con il rischio di dover alzare i tassi di interesse.

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