Analisi dello Stato di Salute del Sistema Bancario Italiano: Giugno 2026
Il sistema bancario italiano presenta un quadro positivo a giugno, come evidenziato dall’edizione di luglio del Rapporto Mensile dell’ABI. Nel mese di giugno, i prestiti concessi a famiglie e imprese hanno registrato una crescita del 3,3%, un incremento rispetto al +3% del mese precedente. Questo segna il proseguimento della tendenza positiva avviata a marzo 2025. Per quanto riguarda le famiglie, si tratta del diciottesimo mese consecutivo di crescita (+2,6%), mentre per le imprese è il dodicesimo mese di aumento (+3,5%).
Nonostante le tensioni geopolitiche, i tassi di interesse si mantengono stabili: il tasso medio sui prestiti ha raggiunto il 4,08% (+0,03%), mentre per le nuove operazioni relative all’acquisto di abitazioni è sceso al 3,48% (-0,02%). I finanziamenti alle imprese si attestano al 3,76% (+0,09%). Inoltre, la raccolta di depositi a lungo termine è aumentata al 2,31% (+0,13%), mentre il totale dei depositi ha visto un incremento allo 0,67% (rispetto allo 0,65% precedente), e i conti correnti sono saliti allo 0,31%. Lo spread sulle nuove operazioni si è fissato a 208 punti base.
Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell’ABI, ha commentato: "Si è osservata una sostanziale stabilità nei tassi. Sarà importante monitorare l’evoluzione della crisi in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz nei prossimi mesi." Torriero ha aggiunto che la recente chiusura di Hormuz ha provocato un aumento dei tassi di mercato e che sarà necessario valutare gli effetti sui tassi bancari, sia per i finanziamenti che per la raccolta.
In questo contesto, ci sarà un periodo di due mesi per analizzare la situazione, nella speranza di una rapida risoluzione. La raccolta diretta complessiva ha mostrato un incremento del 3,6%, continuando la tendenza positiva iniziata all’inizio del 2024 (+2,9% rispetto al mese precedente). I depositi sono aumentati del 3,2%, mentre la raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni è cresciuta del 6,2% rispetto all’anno precedente (+4,1% a maggio).
Il ricordo della crisi degli NPL (Non Performing Loans) è ormai distante. A maggio 2026, i crediti deteriorati netti, che comprendono sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute o sconfinanti, si sono attestati a 26,7 miliardi di euro, in calo rispetto ai 27,7 miliardi di dicembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al picco di 196,3 miliardi raggiunto nel 2015, si è registrato un calo di oltre 169 miliardi. A maggio 2026, i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,28% del totale dei crediti.
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