
Delfin: Un Nuovo Corso per la Holding della Famiglia Del Vecchio
Leonardo Maria Del Vecchio, rappresentante della holding lussemburghese Delfin, ha dichiarato che stiamo vivendo un momento di cambiamento, in cui è necessario instaurare un dialogo tra i soci e ripristinare il ruolo naturale del consiglio di amministrazione. Questo, ha spiegato, consiste nell’implementare le strategie concordate dalla maggioranza dei soci. Le sue affermazioni sono state rilasciate all’ANSA durante il Forum Ambrosetti di Cernobbio.
Del Vecchio ha sottolineato che i soci di Delfin si impegneranno a individuare l’offerta economica più vantaggiosa e le migliori prospettive per il futuro, prestando attenzione anche alle dinamiche del sistema Paese Italia. Riferendosi alla situazione del settore bancario, ha risposto a una domanda riguardante la posizione di Delfin, che deve decidere se aderire all’Offerta Pubblica di Acquisto (Opas) di Intesa Sanpaolo o sostenere le operazioni di Mps su Banco Bpm e Banca Generali. Ha quindi evidenziato che Delfin non si concentra esclusivamente sulle banche, ma che l’obiettivo principale dei soci rimane quello di rafforzare ulteriormente EssilorLuxottica.
In merito al futuro di Francesco Milleri, presidente di Delfin ed EssilorLuxottica, Del Vecchio ha affermato che la decisione spetterà alla maggioranza dei soci di Delfin, che valuteranno i risultati ottenuti dai manager al momento opportuno.
Leonardo Maria Del Vecchio ha espresso l’auspicio di un cambiamento strategico e l’inizio di una nuova fase per EssilorLuxottica, evidenziando che è emerso un dualismo tra lui e Francesco Milleri. Tuttavia, ha ribadito che l’attenzione deve tornare a EssilorLuxottica, che rappresenta l’eredità e il vero investimento di Delfin, considerando che l’azienda ha subito una perdita del 50% in borsa. Ha affermato che l’importante è garantire un futuro di successi per EssilorLuxottica e che la presenza di lui o di Milleri non è determinante, ma piuttosto il benessere delle 250.000 persone che vi lavorano. Ha chiarito che auspica un cambiamento strategico condiviso con tutti gli azionisti, non limitandosi solo agli otto eredi di Leonardo Del Vecchio.
Del Vecchio ha anche sottolineato l’importanza dell’editoria come infrastruttura fondamentale per la libertà del Paese. Ha deciso di investire una parte del suo patrimonio in questo settore per sostenere l’Italia, puntando su tecnologia e persone, in quanto entrambi gli aspetti possono coesistere. In tal senso, ha spiegato che la prima azione dopo l’acquisizione è stata quella di eliminare la cassa integrazione e i sussidi pubblici, per inviare un chiaro segnale di inversione di tendenza.













