
Per l’eventuale ricorso alle accise mobili non è necessario intervenire subito. Venerdì Eni ha riportato a 2,19 euro al litro il prezzo consigliato del gasolio, riducendo la pressione sul governo affinché adotti misure sui carburanti. Si tratta di un’urgenza in meno per un esecutivo già alle prese con un’agenda impegnativa e con le decisioni sulla prossima legge di bilancio. Tra le scelte già compiute c’è l’impiego integrale della clausola di salvaguardia europea per l’energia e solo parziale di quella per la difesa: per ciascun ambito sono stati destinati 14,4 miliardi fino al 2028.
Il settore della difesa ha rinunciato a circa 8 miliardi di possibile margine di spesa. Alla Festa del Foglio, il ministro Guido Crosetto ha spiegato che la decisione non gli è pesata, sostenendo che la difesa non può essere una priorità se il sistema sociale è assente o rischia di crollare. Ha inoltre sottolineato l’importanza di preservare la coesione sociale: durante le crisi, secondo il ministro, le divisioni interne possono rappresentare un pericolo persino maggiore delle minacce esterne, perché favoriscono dinamiche capaci di indebolire il Paese. Un invito a evitare contrapposizioni in un passaggio particolarmente delicato.
Lunedì 12 il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti illustrerà in audizione alla Camera il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), che aggiorna il quadro dei conti pubblici. Le stime indicano una crescita vicina all’1% nel 2026, seguita da un rallentamento allo 0,8%. Il deficit, previsto sotto il 3% nell’anno in corso, aprirebbe la strada all’uscita dalla procedura d’infrazione e permetterebbe di escludere dai calcoli europei, per il 2027 e il 2028, lo scostamento autorizzato per le spese in energia e difesa.
Martedì 13 il Parlamento sarà chiamato a esprimersi sia sul Dpfp sia sulla relazione relativa allo scostamento di bilancio. Per approvare quest’ultima è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti di Camera e Senato. Nella stessa giornata è in programma il Consiglio dei ministri sul Documento programmatico di bilancio, un testo più sintetico del Dpfp che definisce il quadro della manovra e deve essere trasmesso a Bruxelles entro la metà del mese. Prima della riunione potrebbe tenersi un confronto tra i leader, martedì stesso o il giorno precedente.
La presidente del Consiglio sarà poi a Bruxelles per il Consiglio europeo, dove intende sostenere la posizione italiana sull’inflazione. La questione, di natura tecnica, riguarda l’interpretazione dei parametri da considerare per verificare il rispetto dell’attuale Patto di stabilità nell’ambito della clausola per l’energia. Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha indicato che una valutazione approfondita potrebbe arrivare nei prossimi giorni, probabilmente la settimana successiva. Una risposta potrebbe giungere prima della presentazione della legge di bilancio in Consiglio dei ministri, fissata entro il 20 ottobre.
Fitto ha richiamato da un lato la necessità di rispondere a una richiesta legittima su un problema concreto come l’inflazione e, dall’altro, l’esigenza di seguire l’andamento dei mercati e tutelare la solidità dei conti pubblici, in un periodo segnato da un confronto acceso e da forti tensioni.
Per i carburanti si intravedono intanto alcuni segnali di attenuazione. In base ai dati giornalieri del Mimit, il prezzo del gasolio è sceso da 2,258 a 2,252 euro al litro sulla rete stradale e da 2,281 a 2,271 euro in autostrada. Altre società stanno seguendo l’iniziativa di Eni: l’ultima è Saras, che applicherà uno sconto ai carburanti distribuiti in Sardegna dalla raffineria di Sarroch fino al 31 ottobre, quando terminerà il price cap di Eni. Se i prezzi dovessero tornare a salire, il governo potrebbe valutare allora il ricorso alle accise mobili, utilizzando i 160-170 milioni di maggior gettito disponibili. Le risorse sono vincolate a questo scopo e possono essere impiegate soltanto entro la fine dell’anno.












