Giorgetti: «Il prelievo a carico delle banche è sostenibile, non ci saranno conseguenze gravi» – Notizie

Per la nuova tassa sulle banche «non morirà nessuno». Le misure più rilevanti della manovra — il taglio dell’Irpef, gli incentivi per i giovani appena assunti e l’ipotesi di una card per le spese mediche degli anziani — sono invece alternative tra loro. Al quinto giorno di incontri del Fmi a Bangkok, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti invita alla prudenza in vista della legge di bilancio. La crescita italiana è stata rivista al rialzo allo 0,8% e la manovra potrebbe essere presentata in Parlamento con un ritardo di pochi giorni, «probabilmente la settimana prossima». Il provvedimento rischia comunque di essere ridimensionato, anche a causa dello shock energetico legato alla guerra all’Iran, innescata da Trump.

A incidere è anche l’aumento della spesa per interessi, alimentato dalla corsa degli spread. Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, seduto accanto al ministro, ha indicato negli Stati Uniti «l’epicentro» delle tensioni. Sulla manovra per il 2027 pesa soprattutto il difficile contesto geopolitico, che potrebbe rendere necessarie alcune rinunce.

A banche, assicurazioni e istituzioni finanziarie, chiamate a contribuire con cinque miliardi, Giorgetti promette un prelievo «sostenibile», da definire nel corso dei negoziati. Il ministro presenta il contributo anche come uno strumento utile a ridurre gli spread, con effetti positivi sui bilanci degli istituti che detengono Btp. La stabilità, sostiene, è dunque un vantaggio anche per le banche. Una posizione che trova apertura anche in Forza Italia: il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è detto favorevole a «un contributo».

Poco prima di partire da Bangkok per rientrare in Italia e lavorare alla manovra, Giorgetti ha sottolineato che nella capitale thailandese si percepisce «in modo tangibile» il rinnovato apprezzamento per la solidità della finanza pubblica italiana, la sostenibilità e il debito. Si comprende inoltre con chiarezza «ciò che si deve fare, non semplicemente ciò che si vuole fare», ha aggiunto, auspicando che questa consapevolezza possa orientare il dibattito politico italiano.

Tra le misure discusse nelle ultime settimane, spesso considerate come un pacchetto unico, qualcosa dovrà essere accantonato. L’estensione fino a 60.000 euro della fascia Irpef con aliquota al 33% dipenderà dalle risorse disponibili e dagli altri interventi. «La grande scelta che abbiamo di fronte», ha spiegato Giorgetti, è tra misure selettive e interventi di carattere generale. Si potrà puntare sugli stipendi dei giovani, concentrare gli aiuti sugli anziani oppure intervenire sull’Irpef in modo più ampio: con un ammontare limitato di risorse, queste opzioni sono alternative. La decisione, ha precisato il ministro, non spetterà soltanto a lui, ma sarà presa insieme ai partiti, ai vertici e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Per il momento la manovra ammonta a 23,5 miliardi. Ulteriori misure dipenderanno dalla flessibilità che potrebbe essere concessa sulle spese, in modo da tenere conto dell’impatto dell’inflazione. Dopo un colloquio con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Meloni ha espresso un cauto ottimismo. Giorgetti mantiene un atteggiamento prudente, pur intravedendo qualche margine: «Due settimane fa avevo un quadro di entrate e uscite; ora non è che sia ottimista, ma andiamo nella giusta direzione».

Il ministro ha riferito che prosegue il confronto costruttivo sulle clausole Nec per la difesa e l’energia. A Bangkok ha discusso della questione anche con il commissario europeo agli Affari economici Valdis Dombrovskis. L’Unione europea potrebbe allentare i vincoli legati alla clausola di salvaguardia per affrontare il rincaro dell’energia e dei prezzi, senza però modificare il livello del deficit.

Non sono invece stati affrontati a Bangkok altri interventi ancora sul tavolo, che saranno esaminati più avanti. Tra questi figurano l’estensione della flat tax per i lavoratori autonomi, dagli attuali 85.000 a 100.000 euro, la pensione anticipata contributiva a 64 anni e l’eventuale stabilizzazione del bollo auto. È l’effetto del confronto nella capitale thailandese, dove il Fmi invita tutti alla cautela, considerando l’imprevedibilità dei mercati.

Fonte originale