Situazione allarmante per gli incidenti mortali sul lavoro in Lombardia
La Uil regionale ha lanciato un allarme riguardo alla situazione degli incidenti mortali sul lavoro in Lombardia, basandosi sui dati forniti dall’Inail. Nei primi sei mesi dell’anno, sono state registrate 75 denunce di incidenti mortali, il che equivale a un lavoratore deceduto ogni 2,4 giorni. Secondo il sindacato, questo dato rappresenta solo una "modesta" variazione rispetto al 2025 e non indica un reale miglioramento della situazione.
La Uil sottolinea che il fenomeno colpisce in particolare le categorie più vulnerabili. Infatti, gli infortuni tra i lavoratori nati al di fuori dell’Unione Europea sono aumentati del 10,6%. Inoltre, nel contesto scolastico, le denunce di incidenti hanno raggiunto circa 12.600 casi, posizionando la Lombardia al primo posto a livello nazionale, con un’incidenza del 24% sul totale degli eventi.
In generale, la regione ha registrato oltre 20.000 denunce di infortunio nei primi sei mesi, con un incremento del 6,9%, superiore alla media nazionale. Anche le malattie professionali sono in forte crescita, segnando un aumento dell’11,8% con 2.900 casi, un fenomeno che interessa tutte le province lombarde.
Vittorio Sarti, segretario confederale della Uil Lombardia, ha affermato che i dati del primo semestre evidenziano come la sicurezza sul lavoro non possa essere gestita come un’emergenza. Ha inoltre sottolineato che gli infortuni sono in aumento in tutte le province e che il numero di malattie professionali continua a crescere in modo preoccupante, con 75 denunce mortali in sei mesi che rappresentano una ferita inaccettabile.
Antonio Albrizio, segretario generale, ha aggiunto che le statistiche sugli infortuni e sulle malattie professionali dimostrano la necessità di affrontare la sicurezza nei luoghi di lavoro in modo globale. Ha concluso ricordando che in Lombardia si assiste a un incremento inaccettabile degli infortuni e a un aumento delle aggressioni, sia fisiche che verbali, ai danni dei lavoratori in prima linea.













