
Rischi per il Credito nei Territori: L’Allerta di Confcommercio
La recente evoluzione del settore bancario potrebbe compromettere l’accesso al credito nelle diverse aree del Paese. A esprimere questa preoccupazione è Paolo Ferrè, rappresentante di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza per il credito e la finanza. Secondo Ferrè, le fusioni e acquisizioni (M&A) possono portare vantaggi patrimoniali agli istituti bancari, ma risultano dannose per il legame con il territorio. "Le operazioni di M&A possono migliorare la capitalizzazione delle banche e consentire economie di scala, ma creano anche disservizi per famiglie e imprese", ha dichiarato.
Questo argomento è di particolare rilevanza, poiché il 95% delle imprese attive in Italia conta meno di dieci dipendenti. Tali realtà necessitano principalmente di finanziamenti contenuti, generalmente tra i 50 e i 100 mila euro. Ferrè sottolinea che le banche storicamente considerano poco profittevole l’erogazione di questi prestiti, limitandoli di conseguenza. Tuttavia, la possibilità per le aziende di recarsi fisicamente in filiale, spesso con l’assistenza dei Confidi, ha sempre aiutato a superare queste difficoltà. Purtroppo, oggi molti territori si trovano privi di sportelli bancari, rendendo evidente il problema delle aggregazioni e della desertificazione bancaria.
I dati evidenziano un processo di forte concentrazione nel sistema bancario italiano. "Dal 2000 a oggi, il numero delle banche è sceso da 840 a 420, con una diminuzione del 50%. Analogamente, la rete degli sportelli ha subito un drastico calo: nel 2025 il numero di filiali è sceso per la prima volta sotto le 20 mila unità, passando da circa 28 mila a poco più di 18 mila. Oltre 840 mila imprese si trovano oggi in Comuni privi di sportelli bancari, mentre altre 420 mila hanno accesso a un solo presidio", ha evidenziato Ferrè.
Secondo Ferrè, questa trasformazione penalizza in modo particolare le piccole imprese, che affrontano maggiori difficoltà nell’accesso al credito, anche a causa della crescente digitalizzazione dei servizi bancari. "Le aziende di dimensioni ridotte spesso faticano a essere valutate in modo adeguato dal sistema bancario. Inoltre, i nuovi strumenti di onboarding e le richieste di finanziamenti online si rivelano meno efficaci per queste realtà", ha spiegato.
Per questo motivo, Ferrè sottolinea l’importanza delle associazioni di categoria e dei Confidi, che rappresentano un punto di riferimento fondamentale per le imprese nel loro percorso di accesso al credito.
In conclusione, Ferrè lancia un appello alla Regione Lombardia affinché si intensifichino le politiche a favore dei Confidi. "Sarebbe utile adottare misure più incisive per sostenere i Confidi e potenziarne la capacità di assistere le imprese", ha affermato, suggerendo la creazione di una sezione speciale, simile a quelle già attuate in altre regioni, che ha dato risultati positivi e potrebbe rivelarsi una soluzione efficace anche per la Lombardia. (di Andrea Persili)












