Fed e prezzo del petrolio mettono in difficoltà i bond, tensione su treasury, Btp e Oat francesi – Aggiornamenti.

Analisi dei Mercati Finanziari: Inflazione e Rendimenti in Aumento

La Federal Reserve, sotto la guida di Kevin Warsh, sta mostrando segni di instabilità, mentre il prezzo del petrolio torna a superare i 85 dollari al barile. I mercati, in un contesto di crescente inflazione nell’era Trump, stanno reagendo con un incremento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, raggiungendo nuovi massimi e influenzando anche i BTP e gli OAT francesi, con spread rispettivamente a 83 e 85 punti base.

L’inflazione in Germania ha accelerato, toccando il 2,9% ad agosto, confermando le previsioni di un possibile aumento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea il 10 settembre. Tuttavia, questo scenario era già previsto. L’andamento negativo dei bond, che ha portato a un aumento dei rendimenti, è principalmente attribuibile ai treasury americani.

Scott Bessent, segretario al Tesoro, ha rassicurato sul fatto che il rendimento dei titoli decennali è rimasto stabile dall’insediamento di Trump. Tuttavia, questa stabilità potrebbe rivelarsi costosa, considerando il massiccio deficit: il rendimento del decennale ha raggiunto il 4,755%, il livello più alto in 19 mesi e a soli due punti base dal picco del 2007, durante la crisi finanziaria. L’intervento di Warsh a Jackson Hole ha fornito poche indicazioni, presentandosi come un ‘falco’, ma senza delineare una chiara direzione per i tassi, che erano stati oggetto di pressioni politiche per un possibile taglio da parte di Trump nei confronti del predecessore Jay Powell.

La recente discesa dei treasury segue un buyback del Tesoro avvenuto poche settimane fa, sollevando interrogativi su un possibile nuovo intervento per stabilizzare i mercati, il che potrebbe giovare al prezzo dell’oro. Inoltre, per sostenere lo yen, Washington ha effettuato acquisti di valuta giapponese, vendendo euro anziché dollari, un segnale che suggerisce preoccupazioni riguardo al debito statunitense.

Con lo yen sotto osservazione, l’impatto sui due Paesi con il rischio più elevato nell’area euro è inevitabile: la Germania ha raggiunto il massimo dal 2011 con un rendimento del 3,32%, mentre la Francia, divenuta oggetto di attenzione, ha visto il rendimento dei titoli trentennali salire di quasi cinque punti base al 4,93%, il livello più alto dalla crisi di Lehman Brothers nel 2008. Anche l’Italia ha registrato un aumento del rendimento del decennale di cinque punti base, portandolo al 4,15%, il massimo dal novembre 2023. Questi livelli hanno spinto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a dichiarare che "siamo in una situazione sufficientemente solida per affrontare il rifinanziamento" del debito.

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