Electrolux, riduzione degli esuberi ma nessun cambiamento significativo: Cerreto in procinto di chiudere, i sindacati proclamano uno sciopero. L’azienda si rivolge al governo.


Electrolux ha confermato la chiusura del suo stabilimento di Cerreto d’Esi, riducendo il numero degli esuberi previsti in Italia, ma le modifiche non soddisfano i sindacati. La situazione rimane critica, con richieste di aumento della produttività e la necessità di un intervento politico.

1. Electrolux prevede ora 1.450 esuberi in Italia, ridotti di 269 rispetto al piano precedente che ne indicava 1.719.

2. La chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, che impiega circa 170 lavoratori, rimane confermata, nonostante le richieste del governo di trovare soluzioni alternative.

3. I sindacati (Fim, Fiom e Uilm) contestano il piano, affermando che la riduzione degli esuberi non cambia sostanzialmente la situazione, poiché richiede anche un aumento della produttività.

4. Aggiungendo i 135 contratti a termine che non saranno rinnovati, il numero totale degli esuberi potrebbe superare i 1.450 indicati.

5. L’organico a tempo indeterminato è già sceso da 4.279 a 4.200 unità in pochi mesi, con ulteriori contratti a termine che non vengono rinnovati.

6. Electrolux ha chiesto interventi governativi per migliorare la competitività, citando il costo dell’energia e le regole europee sul CBAM come fattori critici.

7. La situazione torna sul piano politico, con la necessità di un equilibrio tra le esigenze di Electrolux e le richieste sindacali per la salvaguardia dell’occupazione in Italia.



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